Sanità, il commissario esterno salverà Toma e i molisani da altre scelte impopolari

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Manca ormai pochissimo alla nomina del commissario ad acta alla sanità molisana. Ancora pochi giorni e la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale dell’incompatibilità della carica commissariale con la figura del presidente della regione. Potrebbe sembrare una sconfitta, o meglio così qualcuno vorrebbe che sembrasse, invece sarà la vittoria dei molisani e del governatore. Gestire la sanità con il suo 80% del bilancio regionale equivale a morte annunciata per chi ne rappresenta le scelte indirizzate verso una riorganizzazione lacrime e sangue dell’intero comparto. Le scelte dell’ex governatore Frattura che ha valorizzato la sanità privata, si sono trasformate in un boomerang il cui effetto è noto a tutti. Adoperare scelte che non vanno verso la direzione di una sanità pubblica equivale alla sconfitta elettorale dei futuri appuntamenti con il consenso elettorale. Affidare ad altri la responsabilità di chiudere, trasferire, potenziare o anche integrare il pubblico con il privato è la scelta migliore per non farsi “bocciare” dalla società. Lo sa bene Frattura che ha pagato caro le scelte impopolari della sanità. I cittadini vogliono, senza se e senza ma, avere ospedale pubblici di qualità, con servizi erogati in tempi brevi e che non si etichettano dietro sponsorizzazioni politiche. Se hanno la sanità pubblica funzionante, poco importa se quello che avanza sarà distribuito tra i privati accreditati e convenzionati. E il governatore che è più grillino dei grillini lo sa bene, pur snobbando l’assist a 5 stelle. Certo il “galateo” politico non è cosi difficile da comprendere, ma diventa complicato da seguire quando a dettarne le pratiche sono sempre gli stessi.
Per qualcuno lo scenario politico post commissariamento darà il via a spaccature interne alla maggioranza di governo. A qualcuno, infatti, potrebbe non piacere un commissario esterno soprattutto se, oltre alla nomina, anche il suo dna è a 5 stelle. A Roma il braccio di ferro sulla scelta del commissario ha finito di irrigidire il movimento, che a questo punto dopo l’iniziale elasticità concessa, chiedendo persino un nome tecnico a Toma, non ne vuole più sapere “il nome, nei prossimi giorni”

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