Sanità, il commissario ad acta è tabù anche a Roma. Il braccio di ferro tra la regione e il governo ha ancora senso?

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Hanno richiesto un tavolo permanente al Ministero della salute e il Ministro Grillo da l’ok. Pronto per essere attivato, forse l’avvio la prossima settimana. Al tavolo i temi sono quelli della salute, dalla spesa farmaceutica con i possibili  sforamenti al tetto di spesa previsto.

Il Ministro si è subito mostrata disponibile ad ” individuare in maniera condivisa le misure necessarie per il miglioramento dei servizi e il contenimento dei costi”.

Per quanto riguarda invece l’ipotesi  di far diventare il Tavolo anche quello che dovrà istruire il prossimo Patto per la Salute, previsto dal Ddl Bilancio 2019, i parlamentari Bonaccini e Saitta  soddisfatti precisano però “fermo restando l’esigenza di identificare e chiarire bene le risorse che saranno effettivamente rese disponibili per il Servizio Sanitario Nazionale”.

Ma del commissario ad acta neppure l’ombra. Nonostante in conferenza Stato Regioni tra i temi c’è anche la sanità, riesce difficile comprendere ai comuni mortali il motivo per cui la nomina di un eventuale commissario ad acta sia uno dei più ferrei tabù capitolini.  Pare quasi che il commissariamento sia diventato un gatto nero su una tangenziale senza ombra di incroci. Non servono proclami, non servono prese di posizione, sembra non servire più nulla ad eccezione di un segnale di armistizio che il governatore dovrebbe inviare a Roma, dando la disponibilità a scegliere insieme un nome. Un nome che non deve certo coincidere con la figura del presidente e non dovrebbe neppure avere conflitti di sorta con i vari patron della sanità locale. Una richiesta legittima che si sta trasformando in una serie di atti illegittimi posti in essere dal presidente, a cominciare dal potenziamento del reparto di oculistica a quello di neurologia al Cardarelli. Mosse queste che non potranno produrre effetti se non dietro il beneplacito di un commissario. Certo è che se la sanità molisana non avesse avuto un enorme buco nero, a questo punto la regione avrebbe avuto altro su cui discutere.

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