Sanità e caldo estivo: “evaporano” posti letto e personale ospedaliero

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Se sia solo un assaggio di quanto accadrà in autunno o una semplice soluzione momentanea, purtroppo non è ancora dato saperlo; ad essere certo è, invece, il taglio di posti letto all’ospedale San Timoteo di Termoli  per via dell’accorpamento di due reparti, urologia e chirurgia, a partire dal prossimo 12 luglio. Un numero ricorrente poiché dodici è anche il numero delle degenze “evaporate” con l’arrivo dell’estate, una situazione che preoccupa non poco il personale del nosocomio, già ridotto all’osso per via delle ferie. Ed è proprio questo uno dei problemi apparentemente alla base della decisione: le vacanze estive sono, evidentemente, un diritto per i lavoratori ma la scarsità di personale a disposizione dell’ospedale – già vessato da scelte politiche non in linea con il pensiero comune – non può garantire un servizio adeguato ai bisogni della collettività. Da qui la scelta obbligata di accorpare i due reparti, riducendo i posti letto (15 per chirurgia e 5 per urologia) al fine di garantire, seppur con un minimo termine, assistenza sanitaria. Il tutto avviene, inutile ribadirlo, in un contesto stagionale molto delicato: Termoli è, ad ogni modo, meta di villeggiatura, il che implica un aumento della popolazione nei mesi che vanno, appunto, da giugno a settembre, quindi a crescere è, potenzialmente, anche l’utenza ospedaliera. Appare comprensibile l’apprensione del personale del San Timoteo che si interroga sulla logica seguita nella scelta dei tagli e, ad oggi, sembra far fatica a trovare ragioni valide a sostegno dell’iniziativa. Ma se sull’Adriatico l’atmosfera è calda (in tutti i sensi), a Isernia il clima non è da meno. Anche nel capoluogo pentro ci sono non pochi problemi a livello sanitario: blocco delle sale operatorie, tutto fermo per mancanza di anestesisti. Una situazione che ha dell’assurdo e, al momento, non sembrano essere emerse responsabilità o negligenze ma, “semplicemente”, il personale in servizio è stato impiegato altrove a causa di un’urgenza. A farne le spese, neanche a dirlo, un paziente che doveva essere operato di tumore, un intervento delicato il cui rinvio avrà, di certo, compromesso non poco gli equilibri psicologici del malcapitato. L’episodio fa riflettere perché, di fatto, le emergenze fanno parte della quotidianità di ogni struttura ospedaliera che non dovrebbe mai trovarsi nella situazione di dover imporre un blocco operatorio a causa della mancanza di medici. Il vecchio motto “l’importante è la salute” resta sempre valido ma ultimamente in Molise sembra vestirsi di cinica verità.

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