Mobilità sanitaria, il Molise “in equilibrio”.

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Nonostante i casi di malasanità, a dispetto dei disservizi denunciati quasi ogni giorno, oltre le polemiche e le manifestazioni, i molisani si dimostrano popolo fedele alla propria terra, anche nella scelta delle cure. E’ la fotografia scattata dalla Gimbe – la fondazione che promuove e realizza attività di formazione e ricerca in ambito sanitario – attraverso il report sulla mobilità sanitaria, un’analisi effettuata su tutto il territorio nazionale. Stando a quanto riferito, il Molise rientra nella categoria delle regioni “in equilibrio” – insieme a Umbria e Friuli Venezia Giulia – ovvero a basso saldo di mobilità; i cittadini preferiscono, in buona sostanza, recarsi presso le strutture sanitarie del territorio per curarsi, e non “migrare” altrove. Questo, nonostante tutto. Un commento più che legittimo e, se vogliamo, spontaneo, alla luce del tanto parlare e delle molte controversie che, proprio in questo periodo, si stanno verificando; a ciò va aggiunta una riflessione sul generale andamento nazionale, con un aumento di circa il 21% dei pazienti “migranti” e, di questi, la maggior parte si muove da sud verso nord. Il Molise il controtendenza, dunque e, acquisite tali informazioni, bisogna capire come interpretare i dati di Gimbe. Gli aspetti da considerare sono sicuramente molti e diversi poiché, come specificato dagli esperti, il concetto di mobilità sanitaria presenta alcune differenziazioni importanti: essa, infatti, può essere intraregionale, interregionale e internazionale. Fra queste, ad interessare il Molise è sicuramente la seconda, almeno fino ad oggi e in un duplice andamento. Se da un lato c’è qualche molisano che si allontana volontariamente da casa per farsi curare, dall’altro, ci sono molti i pazienti non molisani a recarsi nella nostra regione per effettuare delle cure, molti provenienti dalla vicina Campania e dal Lazio, e diretti principalmente nelle strutture della provincia di Isernia; un aspetto non secondario poiché, guarda caso, Campania e Lazio sono proprio le regioni con maggiore indice di fuga dei propri residenti.

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