Edilizia sanitaria, il Molise fuori dai grandi finanziamenti. A breve anche la scadenza del piano operativo

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Non riguarda ovviamente il risanamento sismico la cui dote finanziaria è già stata accertata, la dotazione finanziaria, che l’Intesa, sancita in Conferenza Stato Regioni, riconosce al Ministero della salute alla voce edilizia sanitaria. Quello che viene inserito nelle voci del bilancio statale è l’edilizia sanitaria, per intenderci la realizzazione di nuovi ospedali e tanto per non cambiare il solito disco, il Molise resta a bocca asciutta. Il malloppo di finanziamenti riconosciuti alle regioni è assai sostanzioso, in tutto 295.130.000 milioni,  di cui 43.050.000 per il 2018, 67.950.000 per il 2019, 57.740.000 per il 2020, 54.174.000 per il 2021, 25.848.000 per il 2022, 20.524.000 per il 2023 e 25.844.000 per il 2024.

Per l’edilizia sono previsti sei interventi: realizzazione del nuovo ospedale di Cesena; ristrutturazione dell’ospedale di Penne (Abruzzo); realizzazione del nuovo ospedale di Teramo; adeguamento sismico dell’ospedale di Castelnuovo (Toscana); adeguamento sismico dell’ospedale di  Barga (Ausl Toscana Nord); adeguamento sismico dell’ospedale di Pontremoli – Rsa Ausl Toscana Nord; adeguamento sismico dell’ospedale di Mugello (Ausl Toscana Centro) – Borgo San Lorenzo (Firenze); adeguamento sismico dell’ospedale di Fivizzano – Distretto Aulla (Ausl Toscana Nord Ovest, Massa).

Insomma ancora una volta dal Governo uno schiaffo al Molise e ai molisani, ed è pure sonoro. Ma tanto i molisani sono pronti a porgere l’altra guancia. Se entro dicembre da Roma non spunta la nomina del Commissario ad acta che deve poi immediatamente stilare un nuovo piano operativo sanitario per il prossimo triennio, perché quello in vigore scade a fine anno, chi si assumerà le responsabilità di scelte e azioni sanitarie?

E i molisani porgeranno non solo l’altra guancia.

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