Assistenza sanitaria, il Ministero impone alle regioni la verifica della qualitá dei servizi

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Al via il nuovo Piano per l’Assistenza sanitaria del Ministero della Salute che chiede alle regioni di monitorarsi la qualità con particolare attenzione al tumore alla mammella, infarti e punti nascita.
Il Ministero della Salute avvia una nuova fase di potenziamento del Servizio Sanitario Nazionale dando la possibilità alle Regioni di valutare la propria produttività e le performance di ogni struttura sanitaria, oltre gli strumenti e obiettivi per migliorare cure e assistenza al pubblico.
In questi giorni dalla Direzione del Ministero sono partite 21 lettere alle Regioni e alle Province Autonome con le indicazioni a cui attenersi per allineare l’offerta ospedaliera alle migliori pratiche sanitarie.
L’obiettivo è quello di un miglioramento del quadro generale, andando in particolare a rafforzare i poli specializzati su patologie e cure a maggior impatto sociale.
Sulla base di quanto previsto dal Decreto Balduzzi è stato istituito un processo di monitoraggio capillare e di verifica costante sull’efficienza di Aziende Ospedaliere, Aziende Ospedaliere Universitarie, Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS), Strutture private accreditate.
Il meccanismo di valutazione e le informazioni raccolte consentono di rilevare e valutare le performance delle strutture ospedaliere al livello del singolo reparto ed eventuali anomalie sono segnalate ad ogni singola regione: sottodimensionamento, target non raggiunti, sovrapposizioni con altre realtà limitrofe, necessità di riconversione.
Al tempo stesso viene indicato l’obiettivo da raggiungere.
A questo proposito, sarebbe importante, trasparente e, soprattutto, auspicabile che il Commissario ad acta della Sanità molisana, Paolo di Laura Frattura, rendesse pubblici rilevazioni, valutazioni e obiettivi.
Ad oggi i dati raccolti denunciano piccole e grandi anomalie.
Molti punti nascita non raggiungono l’oramai “famoso” target dei 500 parti, tra questi anche quello dell’Ospedale “Veneziale” di Isernia per il quale è stata chiesta una deroga lo scorso dicembre.
Per l’infarto miocardico è assodato che in caso di Infarto Miocardico Acuto, nelle realtà che effettuano oltre 250 interventi l’anno cresce l’efficacia delle PTCA (Angioplastica Coronarica Transluminale Percutanea).
Analogamente, sui tumori della mammella incidenti numerosi studi dimostrano la correlazione tra il volume delle prestazioni annue ed esito finale delle operazioni.
In tutte le strutture sanitarie sottodimensionate, dunque, si riscontrano due problemi: le cure sono più costose per il Servizio Sanitario Nazionale e, soprattutto, possono mostrare una minore qualità.
“Il Ministero della Salute – dichiara il Ministro Beatrice Lorenzin – prosegue sulla strada del potenziamento del SSN mettendo a disposizione delle Regioni un nuovo cruscotto di valutazione dell’assistenza sanitaria italiana. Attraverso la misurazione trasparente e condivisa siamo convinti di dare forza al percorso virtuoso già intrapreso da anni, nei quali abbiamo rimesso in ordine i conti del SSN, abbiamo aumentato i Livelli essenziali di assistenza, garantendo nuove prestazioni e cure migliori”.
Il Direttore generale della Programmazione Sanitaria, Andrea Urbani, aggiunge: “Il SSN sta vivendo un profondo cambiamento. Da una gestione incentrata sulla spesa aggredita dai tagli lineari, con tutti gli attori della Sanità – Regioni, Aziende ospedaliere, operatori privati si sta arrivando ad un nuovo modello di gestione in cui si punta sull’analisi epidemiologica, sull’attento monitoraggio della spesa, sulla programmazione, in modo che a parità di risorse disponibili si riescano ad ottimizzare gli investimenti migliorando i LEA utilizzando criteri oggettivi”.

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