Legge elettorale, un pasticcio dietro l’altro e Iorio tenta la scalata a Roma

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Un consiglio regionale paragonato all’ ultramaratona. Quest’oggi in aula le discussioni sulla legge di stabilità, sul bilancio di previsione e dulcis in fundo, bisogna discutere la modifica dell’articolo 11 comma 5 della legge elettorale regionale, quella che fissa la soglia di sbarramento al 10%.

Il clima, dentro e fuori palazzo d’Aimmo era già rovente questa mattina, con il presidio degli ex lavoratori Zuccherificio, quelli della mobilità in deroga, e per finire il comitato presieduto da Emilio Izzo che chiede di andare immediatamente al voto. La seduta inizia tardissimo e registra già tensioni e malumori. A scatenare una prima reazione la proposta del consigliere Iorio di anticipare la discussione in merito alla legge elettorale. Messa ai voti, bocciata sonoramente con 11 voti contrari. A non voler anticipare la discussione, i consiglieri, Vincenzo Cotugno, Paolo Di Laura Frattura, Vittorino Facciolla, Nunzia Lattanzio, Domenico Ioffredi, Salvatore Ciocca,  Domenico Di Nunzio, Salvatore Micone, Filippo Monaco,  Cristiano Di Pietro e Carmelo Parpiglia. Intanto la partita elettorale in aula è rinviata a sabato. E con questo si chiude momentaneamente il capitolo regionali. Attenzione ora concentrata solo ed esclusivamente alle politiche, poi si penserà alle regionali. Il Molise, un quartiere del Lazio o della Lombardia, non va al voto, troppo complicato il sistema elettorale.

Intanto l’ex governatore Iorio annuncia la candidatura al parlamento. Doppia chiave di lettura. O l’ex presidente è sceso a compromessi con il centrodestra, facendo un passo indietro, oppure da volpone si gioca le due partite,  che hanno tempi diversi e, così cambiano anche le trattative per le regionali.  Qualora dovesse aggiudicarsi il seggio alla Camera, l’ago della bilancia per le regionali, non penderà esclusivamente su altri candidati della coalizione.

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