Legge elettorale, strategie e mal di pancia

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Dopo 54 anni il Molise ridisegna la sua legge elettorale. Una nuova architettura che ha una doppia lettura. Spariscono il voto disgiunto e quello che tutti hanno definito “gratta e vinci”, ovvero il listino. Due sistemi che incastravano gli elettori in una finta scelta. Con la nuova legge, la soglia di sbarramento di alza al 10% per la singola coalizione e al 3% per i singoli partiti. Una mannaia per chi si crede padreterno e prova a sfidare i grossi numeri.
Ma il mal di pancia aumenta con l’ipotesi ‘collegio unico’. Il governatore Frattura dice no per rispetto del partito di appartenenza, ma si sa in politica si scrive no e si legge si. E così in aula, tra emendamenti (una sessantina) presentati, toni alti e conclavi in atto, la fumata sarà di sicuro bianca. E così in Molise, come in Umbria, l’elettore di Isernia voterà come quello di Termoli; spariscono i confini elettorali. Dopotutto i consiglieri regionali, che siano di Venafro o di Petacciato hanno il sacrosanto dovere di rappresentare l’intera regione, per cui saranno sotto il giudizio non della provincia di residenza, ma dell’intero territorio regionale.

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