Legge elettorale, nuove regole per gli aspiranti consiglieri regionali

0

E’ passata con 11 voti a favore e 5 contrari,  nella notte del 27 novembre  scorso, la nuova legge elettorale sostituendo quella di oltre 50 anni fa.

Un test quello della maggioranza che ha spiazzato con un colpo di coda le previsioni dell’opposizione in consiglio regionale. L’ex presidente Iorio lascia il gioco, e consegna le diatribe ai pochi rimasti in aula. La riforma elettorale cambierà definitivamente la struttura del consiglio regionale. Le nuove regole di accesso sono più strette e favoriscono di fatto i partiti già presenti in Parlamento e che hanno una forza politica ben radicata sul territorio.

La legge elettorale entrerà in vigore nel periodo natalizio, il regalo sotto l’albero per molti consiglieri e potenziali candidati.

Non passa la norma sulla ineleggibilità dei sindaci; abolita l’obbligatorietà della raccolta delle firme per la presentazione delle liste per i partiti già presenti in Parlamento, resta invariata per gli altri movimenti. Altro articolo passato già sotto la lente di ingrandimento da parte di qualcuno  è la incompatibilità alla candidatura per i vertici di enti rappresentativi della regione. Sparisce il voto disgiunto, che ha aiutato in passato molti candidati presidenti. Sparisce anche il listino “Gratta e vinci”.

Ogni elettore potrà esprimerà due voti di preferenza su liste che dovranno rispettare la parità di genere. La garanzia della rappresentanza di genere che impone che gli esponenti di un sesso non possano superare il 60 per cento dei candidati di una lista.  Altre novità sono la soglia di sbarramento al 10% per le coalizioni e al 3% per le singole liste. Il premio di maggioranza darà la possibilità alla coalizione vincente di ottenere una più ampia rappresentatività in consiglio, tanto da  ottenere oltre il 50% dei seggi.

La prossima legislatura dovrà ampliare l’aula per garantire alla carica dei 25, 20 consiglieri e 5 assessori, di sedere nell’emiciclo regionale. Sedute scomode per qualcuno, troppo comode per altri. Intanto il fischio di inizio preannuncia già una campagna elettorale rovente, chiacchierata e paparazzata.

Condividi.

Autore

Rispondi