Legge elettorale, illegittimo lo sbarramento del 10%. Il consiglio regionale deve riformulare la soglia

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È diventata ora un’ipotesi remota, se non impossibile, l’ election day del 4 marzo. A darne comunicazione, il Presidente Paolo Frattura in conferenza stampa, leggendo uno stralcio della missiva del  5 gennaio 2018, del sottosegretario di Stato per gli Affari Regionali, Gianclaudio Bressa, secondo cui, la regione deve rimettere mano alla legge elettorale e nello specifico, l’articolo 11 comma 5 che prevedeva l’esclusione dalla ripartizione dei seggi le coalizioni di liste e le liste non riunite in coalizione collegate a un candidato alla presidenza della Giunta regionale che otterrebbe meno del 10% dei voti validi.

Secondo il governo, l’introduzione delle soglia di sbarramento, potrebbe dar luogo ad una distorsione tra i voti espressi e i seggi ottenuti, che supera il limite fisiologico di un qualsiasi sistema elettorale, in violazione dei principi di uguaglianza e di ragionevolezza, in violazione agli articoli 3 e 51 della Costituzione-

Non è la prima volta che il Governo centrale si trova di fronte a un caso di incostituzionalità sollevando la questione di legittimità costituzionale. Infatti, la legge 8 del 2014 della regione Calabria aveva fissato una soglia di sbarramento al 15%. Successivamente la Calabria ha dovuto adeguarsi ai rilievi formulati dal Governo, riducendo la soglia all’8% con una successiva legge, la 19/2014. L’invito del Governo è chiaro, modificare la disposizione ritenuta illegittima, indicando come soglia di sbarramento l’8% e non il 10% proprio per evitare un inevitabile contenzioso dinanzi alla Corte Costituzionale.

A questo punto il prossimo passo è presentare un emendamento al comma 5 dell’articolo 11 e su questo il consiglio regionale dovrà pronunciarsi. Molto probabilmente entro fine settimana, se non dovessero esserci slittamenti, Palazzo D’Aimmo potrebbe correggere il dispositivo.

Si fa in tempo? “Le elezioni – spiega il Presidente –  vanno indette tra 45 giorni e 70 giorni prima della data del voto, per cui verifichiamo cosa accade in consiglio regionale”.

Ci chiediamo “Ma se esisteva un precedente, quello della Calabria e se è vero che il Lazio, solo un mese prima del Molise nella proposta di legge elettorale ha inserito un emendamento che prevedeva la soglia di sbarramento all’8%, viene spontaneo chiedersi “Ma i consiglieri regionali del Molise, non hanno mai affrontato con i colleghi di altre regioni, la questione soglia di sbarramento? non c’è mai stato un confronto oltre i confini regionali? Non è mai circolata negli ambienti politici il precedente legislativo della Calabria o quello del Lazio, per evitare di arrivare all’ 8 di gennaio con un pugno di mosche in mano?

Intanto i consiglieri regionali, Niro, Micone, Iorio, Sabusco, Fusco Perrella, Cavaliere, Manzo, Federico, Totaro, Scarabeo  hanno chiesto al Presidente del consiglio regionale, Cotugno di convocare per il prossimo 12 gennaio l’assise e impegnano il presidente della giunta Frattura a voler procedere con immediatezza alla indizione delle elezioni nei termini utili a consentire lo svolgimento il prossimo 4 marzo delle regionali unitamente alle politiche.

L’ipotesi slittamento voto ha creato un vero e proprio tsunami politico. reazioni durissime quelle dei parlamentari Ruta e Leva, del consigliere Iorio, dei 5 stelle, del coordinatore di Idea, Tiberio e del consigliere Niro.  Tutti contrariati all’eventuale posticipazione delle consultazioni popolari per rinnovare il consiglio regionale.

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