Emilio Izzo “Reinserimento al lavoro o bloccheremo i lavori del consiglio regionale”

0

Il combattivo Emilio Izzo non demorde, ci prova ancora a cambiare il mondo. Questa volta con una rappresentanza di ex lavoratori ITR, Cantonieri, aziende del nucleo industriale di Pozzilli e di altre ex realtà, ha presentato il logo del nuovo movimento “Lavoro e Dignità” a difesa degli ex lavoratori e comunicarne gli obiettivi.

Il lavoro manca e le realtà lavorative non sono più rosee come un tempo, quando magari di lavori se ne facevano pure due contemporaneamente. Ora esistono i paracaduti occupazionali e tra i  questi spicca l’Area di crisi.  Per Izzo “Le imprese che chiedono di usufruire degli incentivi dell’area di crisi in cambio di occupazione devono sapere che quei posti andranno a quei lavoratori che oggi si stanno raggruppando in una assemblea spontanea e non ad altri”.  Il  19 dovrebbe essere l’ultima seduta del Consiglio regionale che chiude il 2017  Izzo “noi saremo lì, senza bandiere partitiche, per chiedere di essere ricevuti e portare la nostra proposta” Non contendo rincara la dose  “ci saremo ogni martedì finchè non ci riceveranno altrimenti bloccheremo il Consiglio” .

A chiusura, l’unico sindaco presente, Giacomo Lombardi del comune di Roccamandolfi, intervenendo apparentemente come persona e non come rappresentante delle istituzioni, ha stigmatizzato la mancanza degli assessori regionali al Lavoro ed al Turismo coi quali poter interloquire fattivamente ed ha puntato il dito contro la discrepanza di impegno che gli amministratori regionali riservano per materie diverse. Lombardi sottolinea come per il varo della legge elettorale non si è  guardato l’orologio, cosa diversa, invece, succede quando bisogna intervenire  sui gravi problemi che attanagliano tanti ex lavoratori e che nei periodi delle festività si accentuano in maniera esponenziale evidenziando le disparità sociali create quasi sempre dalla classe politica.

Izzo suona il gong per risvegliare i cittadini che sembrano assopiti e nel contempo occorre incentivare i delusi e i disillusi che preferiscono non votare.

Condividi.

Autore

Rispondi