Elezioni regionali, strategie e furbizie pre-elettorali

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La corsa alla poltrona, per la legislatura 2018, il cui gong d’inizio suonerà il prossimo marzo , si fa sempre più animata. I candidati alle prossime regionali studiano le migliori strategie non solo di coalizione ma anche di recupero preferenze da parte del copro elettorale, ovviamente fondamentale. Con le nuove tecnologie, i candidati hanno solo l’imbarazzo della scelta per recuperare elettori in numero maggiore rispetto ai propri avversari.

I più “furbi” giocano d’anticipo. Quelli tecnologicamente avanzati hanno compreso che contattare l’elettore in modo diretto, come se fosse un amico è un’ottima strategia e fa sentire l’elettore considerato, che poi, lo si conosce o no, poco importa. L’importante è recuperarlo. Capita, in questi giorni, che il cittadino riceve, tramite il sistema immediato di messaggistica WhatsApp, una serie di messaggi chiari, diretti e immediati. La comunicazione per le vie brevi è la candidatura alle elezioni regionali. La dichiarazione che lascia perplessi è “Sento il dovere di farlo (la candidatura)…”  Viene da sorridere, perché la candidatura non è un dovere, ma una scelta; il dovere , invece, dovrebbe nascere quando si rappresenta l’elettore nei palazzi forti. il dovere non è mai velleità.

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