Elezioni politiche, il commento dei “grandi esclusi”

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A poche ore dallo stop alla presentazione delle candidature per le elezioni politiche del 4 marzo, fissato per le ore 20.00 in Corte d’Appello,  sono ormai ufficiali anche gli esclusi dalla competizione. Spiccano come grandi esclusi,  per scelte maturate in perfetta autonomia, i senatori uscenti, Roberto Ruta e Ulisse di Giacomo. Escluso, invece, per scelte di altri, l’ex Presidente dell’Italia dei Valori, Antonio di Pietro.  L’ex Pm di mani pulite, se nei giorni scorsi non era riuscito a contenere l’amarezza e forse anche un po’ la rabbia per essere fuori dai giochi, dopo altalene, “dentro/fuori”, “fuori/dentro”, oggi, contattato dalla nostra redazione, ha liquidato il discorso con un semplice “Sono ad una cerimonia di pensionamento, ne riparliamo nei prossimi giorni. Non è una scusa”.

I due senatori uscenti, invece, hanno preferito la strada del rifiuto. Per entrambi alla base del “no”,  le vicissitudini politiche legate ai partiti di appartenenza. Ruta, nonostante dice “Sono e sarò sempre del Pd” ne contesta fortemente le decisioni e prese di posizioni, soprattutto quelle maturate in Molise. Proprio queste ultime hanno influenzato il senatore dem a preferire il no al si.

Il senatore uscente di Idea, Ulisse di Giacomo, invece, preferisce restare fuori dai giochi, perché dice “Non ho chiesto di essere ricandidato, perché mancavano le condizioni per una campagna elettorale serena e mancavano le opportunità di competere. Le campagne elettorali – ci spiega – si fanno anche con la possibilità reale e concreta di competere “. E spiega il meglio il concetto della mancanza di condizioni “Non c’erano le condizioni, perche la nostra legislatura è stata un po’ travagliata. Io, dopo le disavventure iniziali in cui ci fu l’opzione di Berlusconi per il seggio del Molise, abbandonai Forza Italia, per aderire prima a NCD e poi ad AP, con l’impegno, però, che avevamo tutti assunto, di sostenere il governo a guida prima Letta, poi Renzi e poi Gentiloni, fino al termine del processo delle riforme che è culminato  e terminato con il voto del referendum del dicembre 2016. Dopo, avevamo tutti l’impegno di rientrare nel centrodestra da dove provenivamo, impegno che da Alfano non è stato mantenuto, perché ha stretto patto politico il Pd, io ho lasciato AP e sono rientrato nel centrodestra, nella formazione di Quagliariello, che ora ha aderito al soggetto di Noi con l Italia. Questo iter travagliato ha fatto sì che ho maturato la decisione di non partecipare. ”  In conclusione, sottolinea “Non cesserá il mio impegno in politica, credo nella politica esercitata in modo serio e corretto e questo perseguiró anche nel futuro.  Non sarò presente, ma avrò un ruolo attivo, sosterrò tutti i candidati del centrodestra molisano, sia alla Camera sia al Senato. Se ci sarà bisogno di me, sia come parte attiva nell’organizzazione della campagna elettorale, sia nella partecipazione dei candidati ho già dato la mia disponibilità al centrodestra, io ci sarò. E così sarà anche per le regionali, pieno sostegno al centrodestra”.

 

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