Elezioni, maldipancia nel centrodestra. A scalpitare i veterani della politica

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Entro domenica i molisani conosceranno i candidati per la corsa al Parlamento. Al Molise secondo il Rosatellum bis,  spetterebbero 5 seggi, 3 deputati e 2 senatori. I seggi alla Camera sono attribuiti 2 con il sistema uninominale e 1 con il proporzionale. Rumors e qualche indiscrezione pronunciata tra i denti, confermerebbero che nel centrodestra, il clima è assai rovente. Il tiro al piattello dovrebbe essere il gioco preferito, in queste ore nella grande coalizione di centrodestra, ma i giocatori a cui hanno affibbiato il fucile per puntare alla vittoria, pare non siano grossi esperti. E dal tiro al piattello è diventato un comico e stravagante tiro con il boomerang. A scalpitare, l’ex presidente della provincia di Campobasso, Rosario de Mateis, che pare non digerire eventuali candidature di nomi sconosciuti al panorama politico e che tirino poco nell’ambiente. L’ex presidente di Palazzo Magno, che non vuole pronunciarsi, per evitare di accendere nuovi e pericolosi focolai, qualche mezza frase però la confessa. Per de Matteis non  basta più avere sulla giacca la spilla del partito, servono candidati che conoscono l’apparato politico. De Matteis, che nel suo curriculum ha registrato incarichi importanti, presenze attive nelle stanze dei bottoni della regione, negli ultimi anni in nome della coalizione, qualche rinuncia l’ha dovuta  ingurgitare e anche oggi, sembra, nuovamente, chiedergli un sacrificio. Ma de Matteis di stare in panchina, questa volta non ci pensa proprio. Da politico vissuto, conosce i tempi, e non si sbottona granché. Unico appunto che sottolinea è che servono candidati per vincere, candidati che conoscono la macchina amministrativa della regione e i suoi apparati. Non ci si gioca con i problemi e non vige certo la regola simpatica del tirare a campare. E in politica i numeri fanno la differenza.

Non puoi improvvisarti regista, se nella vita il film lo hai solo visto da casa.

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