Data elezioni, inciuci che sfalsano il vero obiettivo

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La querelle sulla data del voto, se election day o voto posticipato, sta animando la scena della politica molisana.

La chiamata alle urne per rinnovare il Parlamento italiano è fissata per il prossimo  4 marzo, data però che non prevede, almeno per ora, la convocazione alle urne per il Molise.

La legislatura in regione, terminerà il 24 febbraio e il presidente ha, dai 7 giorni prima della scadenza, ai 60 giorni di tempo, dopo la scadenza, entro i quali fissare la data del voto.  Intanto, il Consiglio dei Ministri ancora non si pronuncia sulla nuova legge elettorale. Ed è questo il dato che ha allarmato la politica molisana, alimentando gli inciuci politici legati alla data del voto.

I ben informati giurano, che nonostante, ed è ovvietà legislativa,  non sia stata menzionata  nella data del 4, la possibilitá dell’ election day,  il Molise seguirà l’esempio di Lombardia e Lazio.

Tra lettere, comunicati, annunci, sfottó e ironie,  il Molise, ancora una volta, si gioca la carta della risicata credibilità. Numericamente inferiore alle regioni dai grandi numeri, non sarà certo il Molise a dettare il giorno del voto. Lombardia e Lazio sono già pronte e la battaglia è già oltre la data elettorale.

Il gossip legato alle svariate motivazioni, azzardate da partiti e movimenti, restituiscono solo l’ idea della grande confusione, che ancora una volta regna sovrana in questa terra, che dovrebbe esistere per resistere. Ancora una volta, il Molise ha come grande colpa, quella di non essersi dotata, per tempo, di una sana legge elettorale, perché unico ma flebile motivo di rinvio elettorale, potrebbe essere solo la bocciatura della riforma elettorale. Qualora il governo dovesse eccepire qualche vizio nella nuova legge elettorale, inviterà la regione a sanare le storture legislative. Senza stop. Tutte ipotesi, perchè in realtà, il governo ha tante di quelle criticità a cui pensare, che il Molise sarebbe l’ultimo dei problemi da risolvere.  Sembrerebbe, almeno, stando alle apparenze, che tutta la politica molisana sia propensa per il 4 marzo. Anche se qualcuno lavoro sottobanco per far slittare la data, utile per una candidatura a Roma. Ruta e Leva non ci pensano proprio allo slittamento, tanto è vero che interessano il governo e il presidente Mattarella. Frattura replica a a tono e a sorpresa interviene anche Iorio, la cui posizione è di assoluto dissenso al rinvio delle elezioni. E intanto Roma si fa una sonora risata sugli ennesimi affanni tutti rigorosamente in salsa nostrana.

Per ora unica data possibile per rinnovare il Consiglio regionale è quella del prossimo 4 marzo. Quindi motori accesi e riflessi pronti, per l’ inizio della corsa elettorale 2018.

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