Cotugno traccia il bilancio di fine legislatura ” La sinistra ci ha mal sopportato. Potevamo fare tanto”

0

Il bilancio di fine mandato illustrato dal presidente del Consiglio regionale, Vincenzo Cotugno ha evidenziato i pro e i contro della XI legislatura.  Diversi gli obiettivi raggiunti, a cominciare dal forte taglio alla spesa pubblica. Le spese per il funzionamento del consiglio regionale, infatti,  hanno subito una incisa sforbiciata. Il risparmio è stato di oltre un milione di euro. Così pure sono diminuite le spese di rappresentanza, i costi delle utenze, le spese dei gruppi. Potevano fare di più” dice Cotugno con una nota di rammarico che non nasconde, anzi che sottolinea più volte. Il motivo del freno, lo nasconde in un’altra frase, più volte ripetuta ” Noi, centro moderato, siamo stati messi all’angolo dalla sinistra che ci ha mal sopportato”. Una sinistra ingombrante che pesava ieri e pesa oggi sulle spalle del movimento Rialzati Molise. Cotugno scarica elegantemente Frattura che, se vuole convergere sui programmi è, forse,  ancora in tempo “Frattura ha fatto bene il suo lavoro di riordino istituzionale ed economico”. Certo è che dopo 5 anni di convivenza, il mal di pancia si è trasformato in ulcera e l’unico rimedio,  come dice lo stesso Cotugno, è “andare per la propria strada”. La strada è stata, infatti, imboccata senza indug, si svolta a destra, questa volta. Si è sbilanciato  Cotugno oggi in conferenza stampa, seduto tra il segretario generale Riccardo Tamburro e il consigliere Parpiglia che a denti stretti rispondendo a una battuta, dice “Quale sinistra? Non esiste più la sinistra. (Emigrerà anche lui a destra?). Le  dichiarazioni di Cotugno  sono lame che hanno squarciato silenzi e dubbi. Rialzati Molise che si trasformerà in “Orgoglio molisano”, scrollandosi di dosso definitivamente l’etichetta della sinistra legata Frattura, fanelli, Ruta e Leva, punterà, insieme alle liste dell’europarlamentare in quota Forza Italia, Patriciello, sul giudice Enzo di Giacomo, uno dei pochissimi nomi spendibili oggi in Molise che non ha alcun dubbio.  A giorni, infatti arriverà l’ufficialità della sua candidatura,  e a supporto del giudice,  in queste ore stanno convergendo altri esponenti della politica molisana, alcuni anche dal pd  e non solo dalla provincia di Isernia, ma anche dal basso Molise. Il numero uno di palazzo D’Aimmo non ha peli sulla lingua e aggiunge ” La sinistra ci ha mal sopportato senza che io ne abbia capito i motivi. Non ho gradito molto gli atteggiamenti della sinistra che ci ha visto sempre come un elemento di disturbo, come intrusi in casa loro e non ci ha mai fatto piacere”. Il divorzio definitivo ci sarà a inizio anno e Cotugno spiega le motivazione che hanno portato alla separazione, poco consensuale, a dire il vero. (Frattura, infatti,  ci aveva provato un’ultima volta nell’incontro a Termoli, provocando Patricello e i suoi. “Non accetteremo sostegni dell’ultima ora”). “Il divorzio – dice Cotugno -avverrà solo perché c’è un diverso modo di concepire la politica che deve essere rivolta alle imprese, senza le quali non si creano sviluppo e posti di lavoro. La politica è cambiata, deve premiare l’impresa, non criminalizzarla o vederla come un peso ingombrante». Cotugno parla chiaro “Vanno premiate le eccellenze, stiamo con questi programmi e non con altri” .

Se a sinistra i tavoli romani si sono bloccati, nel centrodestra la strada è spianata, fila liscio , con l’unica eccezione di Iorio. Prima di Capodanno nuova riunione capitolina per l’investitura ufficiale del giudice Enzo di Giacomo a cui aderiranno oltre una decina tra movimenti e partiti.

Finisce così il matrimonio tra la destra e la sinistra in salsa molisana. Si torna alle origini.

Condividi.

Autore

Rispondi