Consiglio regionale, Facciolla spudorato “Presidente, qua nessuno dei consiglieri ci pensa a mandarti a casa”. Il virus dell’ egoismo colpisce ancora

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Il primo atto di esplicita natura politica portato in aula dal presidente Toma si caratterizza per il fatto di aver mostrato la debolezza del governatore e la spaccatura interna alla maggioranza.La proposta di legge ha ad oggettola  modifica dell’art. 24 dello Statuto e dovrebbe fissare a 5 anni e non più a due e mezzo il mandato del presidente del consiglio, dell’ufficio di presidenza e quello del
sottosegretario. Un atto che secondo i calcoli non passerà e che di fatto indebolisce politicamente il  governatore: “Presidente, qui nessuno dei consiglieri la manderà a casa” dice spudoratamente Facciolla, ma di fatto una maggioranza non coesa agli occhi dei cittadini mostra il fianco a
continui attacchi e pressioni che potrebbero portare a nervosismi e mosse azzardate.
A Toma, che non ha usato l’astuzia dei veterani della politica, altrimenti avrebbe fatto presentare la proposta ad un consigliere di fiducia, non restano che due vie. Andare fino in.fondo per conoscere
la fronda dei malpancisti pronta a dargli battaglia su tutto ed a 360 gradi  oppure ritirare l’atto e ammettere di aver fatto male i conti. Il temperamento politico del presidente lo condurrà verso la prima scelta, sicuramente utile agli strateghi sempreverdi della politica di comprendere anche le prossime mosse in previsione di una verifica a sei mesi dalle elezioni.
L’Aula è praticamente confusa e chiede una sospensione per continuare a far ragionare il centrodestra che avrebbe almeno potuto lavare i panni sporchi in famiglia e arrivare in aula con una parvenza di solidità. I più grandi ed esperti governi sono caduti non per volontà di maggioranze sfasciate o opposizioni di ferro, ma per volontà del presidente. E a dirla tutta Toma condizionato dal buon senso ha ritenuto di non portare avanti la sua idea ma far applicare la legge dal prossimo anno così come consigliato da alcuni consiglieri.

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