Centrosinistra, ultimatum di Ruta “Torno a insegnare se archiviamo Frattura”

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Centrosinistra – È tempo di fare bilanci in questo ultimo scorcio di legislatura e, se un carteggio, con risultati soddisfacenti, di 5 anni di attività parlamentare,  può servire da curriculum a supporto di tesi antifratturiane, il senatore Ruta lo sciorina in conferenza stampa. Tante soddisfazioni che non elemosina a illustrare, a cominciare da quella più importante della tracciabilità dei prodotti agroalimentari, della filiera lattocasearia con l’etichettatura narrante, a quella del sostegno finanziario, con un fondo perduto dell’80% al settore dell’editoria, del cinema e dell’audiovisivo con particolare attenzione alle sale cinematografiche dei piccoli comuni con popolazione inferiore ai 15mila abitanti, senza dimenticare la legge che istituisce il Parco del Matese.  Non sono, però, mancate frecciatine al governo regionale, come ad esempio l’azzeramento del debito, di 90 milioni di euro, della regione Molise con Trenitalia, conditio sine qua non la Regione non avrebbe potuto procedere a un nuovo contratto di servizio. Poche le parole farfugliate tra i denti dal senatore, ma sufficienti a comprendere il disappunto nei confronti del governatore. Un’ esperienza parlamentare che potrebbe concludersi con l’ attuale quinquennio, se, come afferma Ruta ” In nome dell’unità del centrosinistra, sono pronto a non candidarmi nè alla Camera, nè al Senato e tantomeno alla Regione”. Ruta, parla a nuora, perché suocera intenda. Destinatario dell’ ultimatum è evidentemente Frattura . Ovviamente l’unità di Ruta esclude Il presidente della regione, dalla candidatura, che si dice pronto a fare un passo indietro solo se ci saranno le primarie, che Ruta ha bocciato sonoramente “le avevamo proposte a maggio e nessuno le ha volute, ora è tardi”.  Il braccio di ferro nel centrosinistra si gioca tra Ruta e Frattura. Entrambi invocano l’ unità, ma senza contraccolpi personali. Roma ha rinviato a data da destinarsi il nuovo tavolo di conciliazione per ricompattare il centrosinistra. Probabilmente la caparbietà sannita si è concentrata sui due molisani piddini e  Roma non ha molto tempo da dedicare al Molise. Il caos è talmente forte anche negli ambienti romani del centrosinistra, che la regione, oggi, è più un peso che un sostegno elettorale.

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