Centrosinistra, i conti senza l’oste che animano la debacle

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A due giorni di distanza il senatore dem, Roberto Ruta richiama l’attenzione, con una nuova conferenza stampa per annunciare, come riporta il comunicato, ” le scelte e le novità maturate”. La stampa a raccolta per immortalare le new entry nel contenitore di centrosinistra del duo Ruta e Leva. Scenderanno in campo,  tra i vari candidati, il consigliere del comune di Campobasso, Sanginario, il sindaco di Jesi, D’Amico. Tra le novità, scontate, spicca l’ alleanza di Democratic@ e quella di Centro Democratico di Luigi d’Orsi, ex numero uno di Molise Acque che, oggi invoca il rispetto di tre parole “unitá, discontinuità e diversità”.  D’Orsi presentò, nel 2013, una lista a sostegno di Frattura. Lo stesso d’Orsi negli anni a seguire raggiunse il vertice di Molise Acque, dopo vari incarichi,  con la nomina a fine gennaio 2016, di direttore generale, da parte dell’allora commissario straordinario  Calise. L’azienda inizia a respirare, ma alla scadenza del contratto, d’Orsi viene lasciato a casa. Cosa sia successo, non è molto chiaro e oggi a distanza di un anno, arriva l’ufficialità del forte dissenso a Frattura, a cui, ancora oggi, si chiede di fare quel benedetto passo indietro, in nome dell’ unità. Metà gennaio, sarà la data della convention del contenitore guidato da Ruta, in cui dovrebbe spuntare fuori anche il nome del candidato presidente. Secondo alcune indiscrezioni, potrebbe essere il rettore dell’Ateneo molisano, Palmieri a incardinare i requisiti richiesti. E probabilmente, potrebbe essere proprio il rettore, il collante e la motivazione che farebbe aprire gli occhi a Frattura su una più sicura candidatura extra regionale e abbandonare così l’idea dell’autocandidatura in Molise, motivo per il quale, molti stanno riflettendo sulla scelta se sostenerlo o meno. Troppi i transfughi, che in queste ore misurano il salto da fare. Tra i saltatori che però hanno grosse difficoltà di dialogo con l’altra parte che storce il naso, ci sarebbero anche nomi di spicco, vicini al governatore. La riforma elettorale è una medaglia a doppia lettura. L’abolizione del voto disgiunto non sembra sia stata una scelta intelligente, molti i candidati, che hanno grosse difficoltà nel convincere i cittadini. Il malcontento arriva proprio dall’elettorato di centrosinistra, che 5 anni fa ha consegnato la vittoria al partito democratico, oggi diviso, ma ieri ben saldo.

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