Centrodestra, il giudice gioca a nascondino in attesa dell’ok di Roma

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Trattative elettorali – Sará il 3 gennaio la data scelta per il tavolo romano del centrodestra. La morte improvvisa del senatore Matteoli ha rallentato le trattative capitoline. Passate le grandi feste, ricominciano i lavori per organizzare la coalizione di centrodestra in Molise. Nonostante non sia ancora stata decisa la data del voto regionale, i tempi stringono e gli appelli agli sparuti dissenzienti, in queste ore si stanno intensificando, per poi rientrerare a metà gennaio nei ranghi del silenzio. Chi c’è c’è, chi non c’è non c’è.

Iorio gioca a fare il prezioso per guadagnarsi qualche fiches di opportunità e il giudice di Giacomo, il papabile, corteggiato dal centrodestra lancia l’ultimo appello. La chiamata è rivolta a Iorio, alla Romagnuolo e al termolese Marone. A loro chiede un atto di unione e condivisione. Il giudice, sembrerebbe, essere caduto nella trappola dei dissidenti, che provano a dissuaderlo dalla competizione, per guadagnare poltrone comode, sciorinando tesi e ipotesi al sapore di fantapolitica, al limite, dunque, del razionale oggettivamente convincente. Il giudice isernino, non può sbilanciarsi più di tanto, il suo ruolo, le sue funzioni non glielo consentirebbero e di Giacomo lo sa perfettamente e per ora non scioglie alcuna riserva. Prova solo a mediare e in un comunicato stampa inviato alle redazioni giornalistiche si dice pronto per la sfida, ma solo se c’ è grande comunione di nomi e programmi. Il giudice non è il politico di turno, ed è questa la sua forza che traina consensi. Molti sono i nomi legati apparentemente al centrosinistra molisano che tentano un approccio politico con il giudice, sperando in un abbraccio elettorale. Qualcuno potrebbe farcela, altri, invece, sarebbero il delirio del centrodestra, troppo scomodo il ruolo che rivestono per cambiare casacca. E al giudice, probabilmente, non piacciono i voltagabbana. Ed é qui che viene fuori la toga e non il politichese del giudice di Giacomo, che piace ai molisani. Il funzionario della giustizia pentra attende il beneplacito romano, senza la benedizione di Roma, l’investitura non sarebbe ufficiale e tutto potrebbe capovolgersi. Ed è per questo che il giudice gioca ancora a nascondino.

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