Impresa, torna l’obbligatorietà della costituzione con atto notarile

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RITORNA L’OBBLIGO DI COSTITUZIONE DI IMPRESA, TRASFERIMENTI, FUSIONI, TRASFORMAZIONI CON ATTO DEL NOTAIO CONFUSIONE LEGISLATIVA.

Imprese – Secondo quanto previsto da un emendamento approvato dalla Camera dei Deputati giorni fa, torna nelle competenze esclusive dei Notai la stipula di atti di costituzione con la firma digitale, di alcune tipologia d’impresa, es. costituzione dell’Impresa Familiare. Il decreto fiscale aveva previsto che tali atti potessero essere sottoscritti con il dispositivo digitale, condizione che rendeva l’operazione semplificata alla semplice  presenza di un intermediario dotato appunto di tale firma. Ma la previsione è stata stravolta con un emendamento alla Camera, che prevede l’obbligo della presenza e stipula dal Notaio con atto pubblico trasmesso in via telematica. Secondo la precedente previsione per eseguire le operazioni societarie di qualsiasi genere, sarebbe, appunto, bastata la presenza e la firma digitale dell’intermediario, a costi senz’altro inferiori rispetto a quanto richiesto dal Notaio. C’è da dire, però, che la norma era apparsa sin dall’inizio disarticolata, in quanto faceva riferimento ad atti di natura fiscale che gli intermediari abilitati, di cui all’art. 31 della legge 340/2000, potevo effettuare. Già da tale indicazione non si capiva quali fossero gli atti aventi efficacia tributaria, scollegati dagli atti societari indicati, e che la normativa vigente richiedeva necessariamente la stipula dell’atto pubblico. Quando si intendono fare delle riforme, più delle volte si complica la vita dei cittadini e delle imprese, non solo ma anche quella dei professionisti, come nel caso di specie, che devono interpretare norme sempre più poco chiare da interpretare e da applicare per conto dei propri assistiti, colpa anche del mancato coordinamento delle norme. Nel nostro Paese si è sempre parlato di semplificazione, ma puntualmente ogni volta che viene emanata una legge in sostituzione o in aggiornamento di altre, non viene mai prevista l’abrogazione della precedente. Tale condizione ha comportato ad oggi la permanenza di numerose leggi non più applicabili, ma mai abrogate, dando sempre e spesso man forte a contenziosi dispendiosi e di lunga durata a carico dei contribuenti.

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