ACEM, Di Niro scrive al premier Conte: “Contrari al decreto dignità”

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Torna a farsi sentire l’Associazione dei Costruttori Edili del Molise ma, questa volta, ad essere interpellati non sono gli amministratori regionali, bensì i parlamentari molisani, lo stesso Premier Conte unitamente a Salvini e Di Maio. Una nota a firma del Presidente, Corrado Di Niro, è stata così inoltrata ai vertici della politica nazionale per urlare (è il caso di dirlo) il disappunto della categoria in merito  al cosiddetto decreto “dignità”, recentemente varato dal Governo e che metterebbe – a detta dell’ACEM – seriamente a rischio il futuro di molte imprese. Di Niro si è fatto portavoce di una serie di richieste, correttivi da applicare al decreto per scongiurare il peggio; in particolare, l’associazione punta il dito contro “l’irrigidimento introdotto nell’utilizzo dei contratti a termine mediante la riduzione della loro durata massima, la reintroduzione dell’obbligo della causale e l’inasprimento delle indennità da pagare per i licenziamenti”, misure – a detta di Corrado Di Niro – che “danneggeranno enormemente le imprese, soprattutto in un momento di estrema difficoltà quale quello attuale”. Sotto accusa anche la questione dello “split payment” – un particolare sistema con cui l’Iva sugli acquisti di beni e servizi effettuati dalle pubbliche amministrazioni dev’essere versata dalla PA e non dal fornitore – abolito per i professionisti ma non per le imprese. “Un’occasione persa” – ha aggiunto il presidente dell’ACEM – “che tanto ha penalizzato e sta penalizzando le aziende che hanno come principale committente gli enti pubblici, tra cui segnatamente quelle dell’edilizia”. I costruttori hanno fatto seguire alla comunicazione anche l’invito ad un incontro ai parlamentari molisani, per confrontarsi su quanto esposto nella nota e per cercare soluzioni alternative.  “Riteniamo – ha concluso Di Niro – che il decreto dignità non sia il modo per incentivare l’occupazione; così com’è strutturato il provvedimento, ne riceverà solo peggioramenti, perché le imprese chiuderanno”. 

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