Offese, ci si indigna sempre del nulla. Troppa superficialità per i veri torti

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Che si chiami Bastianich, Morić, Facchinetti o anche Renzi, poco importa, perché  i molisani non accettano critiche, che siano offensive o presunte tali. Nessuno si preoccupa di analizzarle,  è sufficiente una sola parola, magari sinonimo di una realtà che si preferisce non guardare e non ascoltare, per sentirsi offesi.

Ci si indigna così facilmente, che la ‘grandine’ di insulti arriva a tamburo battente al mittente dell’offesa, senza però mai analizzarne il contesto o , magari, valutare con un giusto metro di giudizio la gravità o meno della frase incriminata.

Ultimo in ordine cronologico, la gaffe dello chef Bastianich che attribuisce alla città di Campobassso la qualità dell’ essere sfigata.

Tutti, con gli occhi rossi di rabbia e il dizionario sotto i piedi. Già perché in realtà l’offesa quale sarebbe?  Se si sfogliasse un semplice vocabolario, magari quello dei sinonimi e contrari, sarebbe balzato agli occhi, un suo sinonimo,  tutt’altro che offensivo nell’immediatezza, ma compassionevole, ovvero, sfigato è sinonimo di ‘essere sfortunati, infelici’. Eppure uno studio epidemiologico di qualche giorno fa, dichiarava, per l’appunto, che il Molise è ai primi posti in Italia per il tasso di tristezza e dunque infelicitá. Qualcuno ha obiettato il contrario?

Tutti, vittime dell’immondo insulto pronunciato da Bastianich, accecati dall’ira, hanno, però, lasciato scorrere nel fiume dell’ indifferenza, la risposta della concorrente, campobassana d’adozione, forse un tantino più sconcertante “No, perché, me lo hanno detto tutti, lui  (il marito ndr) purtroppo non mi ha detto dove venivamo, eh”. Doppio insulto, doppia ferita, eppure nessuno dei molisani, si è indignato.

Considerato che si offende, chi vuole offendersi, chi vuole sentirsi offeso, credo che tra le due presunte “offese”, quella che avrebbe dovuto indignare leggermente i molisani, o meglio i campobassani è la frase di risposta, della concittadina concorrente, allo chef. Chiederei piuttosto spiegazioni a lei.

I molisani, popolo indomito, reagisce solo alle frasi effetto, ai sinonimi eclatanti,  senza mai accorgersi che le offese quotidianamente sono ben altre.

Si sono offesi, presidenti, sindaci, assessori, consiglieri, cittadini, sempre con le chiare eccezioni, ovviamente, per frasi, pronunciate senza troppa riflessione. Invece di fronte ad aziende chiuse, famiglie al lastrico, anziani, giovani senza un tetto a rovistare nei bidoni,  suicidi, strade colabrodo, natalità ai minimi storici, mortalità in aumento, inquinamento, scuole inagibili, strutture non sismiche, cosa fa il molisano? Nulla, non si offende, innalza l’unico vero vessillo che contraddistingue la stragrande maggioranza dei molisani, che alle sollecitazioni di reazioni, in coro ripete il vero motto patriottico “armiamoci e partite” .

 

 

 

 

 

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