Lettera al direttore, “Lunga vita a questo giornale”

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Gentile direttore,

mi siano consentiti due minuti di attenzione per porgere il benvenuto alla sua giovane testata giornalistica, dal Consiglio nazionale dell’Ordine. Un in bocca al lupo che si estende alla proprietà, alla redazione e a coloro che per la prima volta si affacciano a quello che considero “il mestiere” più affascinante del mondo: il giornalismo. Tuttavia, ho notato che si è superato subito lo steccato che lega troppo spesso un giornale ai confini del Fortore, del Volturno e del Trigno: finalmente un nome che non rievochi il nome della Regione. Era ora! Come era ora che si puntasse su di una informazione che esuli i territori, ma che punti sulla esclusività. Appunto, informare dove e quando nessuno lo fa. Ovviamente so bene che visto il periodo di crisi, le aspettative non siano delle migliori, ma so anche che la fantasia e il dinamismo non mancano a questo direttore, che anche insieme a me, ha avuto la possibilità di navigare a vista, nel mare della carta stampata quotidiama, settimanale, delle tv commerciali, degli uffici stampa. Una Carla Ferrante che conosce il tavolo e le sue regole, ma che comprende come ora (o ma più) si punti sulla professionalità. Un telematico, e lo dice la deontologia ordinistica, si gioca la sua partita con tre assi: tempestività, credibilità, immagini. Poche notizie ma vere, poche notizie ma scritte e titolate bene, poche notizie ma senza strafare. Con queste ricette credo possiate arrivare lotano, con umiltà, aspettando qualche anno che la testata maturi e che raggiunga i pc della gente, specie quella di fuori regione. E’ proprio lì che bisogna puntare. Cavalcate le esigenze di chi non ha voce, di chi non ha tutele, di chi non ha padroni. Fate largo alle diversità, all’accoglienza, al dialogo. Abbracciate i temi sociali, il costume, la scuola, l’emarginazione, le diversità, l’ambiente, il disagio. Date spazio a chi crede nella libera informazione e soprattutto a chi non ha niente da darvi in cambio, se non una connessione. Anche da un cellulare, da un internet poit, da un computer di un amico. Lasciate perdere i soliti tromboni e le solite questioni. Proprio per questo invito Carla Ferrante e tutti voi, a sfogliare un giornale locale di 10 anni fa, di 20 anni fa: raddoppio della Bifernina, strade colabrodo, problemi tra sanità pubblica e privata, spopolamento, crisi idriche, frane, piano neve che non funziona, scuole non sicure. Sempre le stesse cose, un refrain che non ladcia scampo, una noia incredibile. Cambiano i nomi dei politici ma non le questioni. In una Regione che non riesce a scuotersi, in una regione dove i professori del vitalizio non riescono a farci uscire fuori dal tunnel, allora iniziamo a parlare d’altro. La gente, di voi strateghi, non ne può più. E così, cara Carla, comincia a pensare ad un giornale che apre con una mostra, un concerto, un convegno, e soprattutto un impegno anche per voi lettori: spesso i giornalisti parlano, prendono posizione, danno forza a coloro ai problemi della gente. Quante volte i giornalisti parlano delle crisi aziendali, quante volte trattano di licenziamenti, di mancati pagamenti, di ritardi nei pagamenti, come se la nostra categoria non ne soffrisse. E chi si preoccupa dei mancati pagamenti, delle crisi aziendali, dei ritardi nei salari dei giornalisti? Ai nostri contratti chi ci pensa? Ebbene, troviamo un accordo, affinchè la solidarietà quanto meno sia reciproca. Stringiamo un patto: un giornale per la gente, la gente per questo giornale. Vediamo chi la spunta.

Ad maiora

Vincenzo Cimino

Consigliere nazionale Odg Molise

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