INTERROGARSI

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Tre fratelli, pescatori norvegesi, mentre praticano la loro attività, sono sorpresi da una violenta tempesta. La loro imbarcazione è sospinta verso un immenso vortice: il maelstrom. Impossibile sfuggire al risucchio. L’imbarcazione, in balia delle forze del mare, fagocitata da un abisso viene spinta verso l’oscuro fondo. Uno dei tre pescatori si salva, aggrappandosi a un barile, esercitando un forte  distacco nei confronti di ciò che lo circonda.

La parabola di Edgar Alain Poe dovrebbe essere il faro a cui guardare sempre nel quotidiano, quando c’è necessità di sbarazzarsi delle schizofrenie di chi narcisisticamente offre la soluzione del nulla. Quando occorre valutare una situazione, bisogna necessariamente distaccarsene, disegnare quella distanza utile dalle cose per valutarle senza coinvolgimenti. Sarebbe utile porsi delle domande proprio in quell’attimo in cui ci si rende conto di diventare la fotocopia stropicciata di altri sfigati.

La rielaborazione degli interrogativi, diventa rivoluzione copernicana solo quando non ci si limita a identificarsi nello yes man di turno, ma si reagisce ribaltando i concetti   universalmente accettati da un popolo di pecore che segue il suo padrone.

Il Molise è retrocesso di molti anni  e il progresso, quello che le altre regioni stanno vivendo, i molisani lo guardano dalla panchina in fondo al campo. Slacciate, molisani, le cinture dell’ipocrisia e del clientelismo. Vestitevi di dignità e autostima. Il gregge bisogna condurlo non seguirlo. Siate padroni delle vostre scelte  e non lasciate che altri utilizzino per voi gli interstizi della vita. Smettetela di dare ad altri la responsabilità che è solo vostra. Basta praticare la via crucis dal politico di turno, perché gli offrite solo il vostro deretano con compiacenza e sudditanza. Imparate a scegliere nella vita.

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