Centrodestra, nella coalizione le aquile volano a stormi

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Elezioni politiche, nel centrodestra le aquile volano a stormi
Vecchie guardie ritornano per un posto al sole. Alcune assenze stuzzicano la coesione. Urgente operazione di recupero

I generali dell’esercito di centrodestra si sono trasformati in soldati di prima riga e  presentano la squadra. Una squadra unita e coesa, perché l’unità è l’arma vincente e a darne conferma, l’ex presidente Iorio “Non importa quale nome sceglierete sulla scheda, l’importante è scegliere il centrodestra. È una sana competizione, la preferenza anche solo con una croce su un singolo partito,  va a tutta la coalizione”.   Una sala gremita, dunque, quella di un noto hotel del capoluogo, per la coalizione che ha messo in campo candidati con il partito “Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia”.  “La migliore squadra che si poteva mettere in campo”, così l’incipit dell’eurodeputato di Forza Italia, Aldo Patriciello e ribadito dalla coordinatrice di FI, Annaelsa Tartaglione. Presenti le vecchie guardie, sedute in prima fila, il senatore uscente, Ulisse di Giacomo, l’ex braccio destro di Iorio, Vitagliano che pare sia rientrato per le tornate elettorali negli argini del centrodestra e l’ex numero uno dell’Arpa Molise, Quintino Pallante. Non è passata, però, inosservata agli occhi dei candidati e dei presenti l’assenza del Partito “Popolari per l’Italia” di Vincenzo Niro, quello de “I sovranisti”, di Carlo Perrella, “Idea” di Maurizio Tiberio, ma anche l’assenza di Filoteo di Sandro e quella di Mazzuto. Per la coordinatrice di Forza Italia, le assenze sono giustificate, la Tartaglione ha compreso l’importanza di ogni singolo partito, sufficiente a creare squilibri devastanti. Il diktat di Berlusconi è chiaro, unità e coesione della grande squadra.  “La prossima settimana – spiega la Tartaglione- incontrerò Niro”.

Il centrodestra vuole vincere, i candidati vogliono vincere e vogliono affidare alla coalizione il governo nazionale, una partita che si lega inevitabilmente a quella delle regionali. La Tartaglione, sul nome del giudice di Giacomo, unico candidato che riscuote, secondo i vari sondaggi nazionali, consenso popolare, ha dato il beneplacito , “Il giudice di Giacomo è una persona che gode della stima di tutti ed è riuscita a convogliare su di sè la massima attenzione di tutti e dei massimi partiti che rappresentano oggi la nostra regione. Ovvio, però che bisogna sedersi intorno a un tavolo il prima possibile per trovare la quadra e scegliere la migliore soluzione”. Di opinione diversa, invece, l’ex assessore regionale Pallante che in una dichiarazione estemporanea dice “per le decisioni in merito alle regionali, bisogna attendere l’esito del voto del 4 marzo”. Per Pallante chi vince, comanda”.

“Sarà una battaglia epocale” e con queste parole pronunciate dall’europarlamentare si congeda l’esercito a targa centrodestra.

 

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