Elezioni, Roberti “Senza una forte rappresentanza in Basso Molise, non si fanno miracoli con l’elettorato”

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Sono usciti allo scoperto le fronde sovversive del centrodestra molisano. Da “I sovranisti” di Carlo Perrella e della Fusco a Idea di Maurizio Tiberio, passando per i “Popolari d’Italia” di Vincenzo Niro, a singoli rappresentanti delle forze politiche. Non solo l’ex assessore regionale multitasking dei governi Iorio, Filoteo di Sandro, anche l’ex numero uno della provincia di Isernia, Mazzuto scalpitano per le linee guida imposte da pochi e concepite nell’intimità di riunioni politiche poco rappresentative dell’intera coalizione. Ha suscitato interesse anche l’assenza della candidata della Lega, Aida Romagnuolo alla convention di Iorio a Isernia con Fitto. Qualche voce indiscreta riferisce che probabilmente la sua assenza sia stata concertata con il suo coordinatore regionale. Per i dissidenti il bandolo della matassa si è aggrovigliato sul nodo “elezioni regionali”, che non possono essere un appuntamento successivo alle politiche, ma dovrebbero viaggiare di pari passo. “Non posso certo biasimare le posizioni dei piccoli partiti che condivido” inizia così lo sfogo del capogruppo di Forza Italia al comune di Termoli, Francesco Roberti. “È una partita – continua il forzista termolese – che si gioca insieme, senza interruzioni che annunciano il secondo tempo”. Roberti, che milita da anni nel partito di Berlusconi, contesta fortemente il metodo adottato per la scelta dei candidati scesi in campo per la tornata elettorale del 4 marzo. “Non si è gratificato l’intero territorio regionale. La scelta è ricaduta solo tra Campobasso e Isernia, dove la città pentra sembra decidere sempre”. Un mal di pancia quello di Roberti che tira dentro non solo le dinamiche per le politiche, ma anche quelle per le regionali. È chiaro che il dente avvelenato è nei confronti del suo partito. Per Roberti le strategie dovrebbero basarsi su ragionamenti diversi, “se il basso Molise ha pochi rappresentanti in corsa, non si può certo pretendere che l’elettorato faccia miracoli”.

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