Cultura, il Molise fa il pieno di presenze con il castello Pandone di Venafro

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Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha pubblicato i dati definitivi del 2017 sulle presenze dei visitatori nei Musei italiani. È record. Oltre 50 milioni di visitatori ed incassi che sfiorano i 200 milioni di euro, con un incremento rispetto al 2016 di circa più 5 milioni di visitatori e di più 20 milioni di euro di incassi, con ottimi risultati per il Mezzogiorno.
In questo contesto il Molise si classifica al 10° posto tra le Regioni italiane che hanno avuto, in percentuale, un maggiore aumento di visitatori. Si è passati dai 76.253 del 2016 ai 79.626 del 2017 (record storico) con un aumento del 4,42%.
Sono 13 i musei, monumenti ed aree archeologiche statali molisani scelti dal Mibact per analizzarne le presenze, tra questi la città romana e l’anfiteatro di Larino, il Museo Archeologico di Isernia (Complesso Monumentale di Santa Maria delle Monache), il Museo Archeologico di Venafro, il Castello di Civitacampomarano, il Museo Nazionale del Paleolitico d’Isernia la Pineta, il Complesso Monumentale di San Vincenzo al Volturno a Castel San Vincenzo, Palazzo Pistilli a Campobasso ed il Castello di Capua a Gambatesa.
Tra i luoghi della cultura tradizionalmente meno visitati quello che ha registrato in Italia la percentuale più alta di visite rispetto al precedente anno è stato il Castello di Pandone a Venafro con più 276% (dalle 551 del 2016 alle 2.076 del 2017), mentre un ottimo risultato lo ha raggiunto anche il Museo Archeologico di Sepino con più 98%.
Le note dolenti vengono comunque dall’ultimo posto in cui si colloca il Molise nella graduatoria per numero di visitatori, penultimo l’Abruzzo con 122.718, nonostante il ricco patrimonio del territorio rispetto ad altri che però, probabilmente, sono organizzati meglio offrendo maggiori servizi ed opportunità al visitatore.
Una approfondita riflessione sarebbe opportuno che la facessero gli organi preposti sul come individuare e gestire le peculiarità del territorio molisano, unirne le forze, concentrarne le risorse, il tutto al fine di sviluppare un programma unico e vincente. Ad esempio, bisognerebbe chiedersi come mai nel ristretto periodo luglio-agosto dello scorso anno, la sola Termoli ha ospitato circa 85 mila presenze di turisti, rispetto alle 80 mola registrate in un intero anno nei luoghi della cultura regionale.
È importante ricordare che la “ricchezza” molisana più nota al mondo, il sito del Paleolitico Inferiore di Isernia, è inserita dal 1° giugno 2006 nella lista delle proposte italiane all’UNESCO per l’ingresso nella lista dei siti PATRIMONIO dell’UMANITÀ  e da allora, purtroppo, lì giace , nonostante l’ulteriore scoperta del famosissimo “dentino” avvenuta circa 3 anni fa.
TURISMO: una parola COMPLESSA ed IMPEGNATIVA.

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