Pizza napoletana Patrimonio dell’Umanità

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ALLE 4:00 DI MATTINA A NAPOLI IN VIA DI CAPODIMONTE, SEDE DELL’ASSOCIAZIONE VERACE PIZZA NAPOLETANA, ARRIVA IL TWEET “LA PIZZA NAPOLETANA E’ PATRIMONIO DELL’ UMANITA’ “

Discendente della pinsa romana, la pizza è il piatto italiano più reinventato, più invidiato, più imitato del mondo.

Per molti un business, per altri un divertimento ed una passione, per altri ancora un’arte.

Ed è proprio quest’arte, quella del pizzaiolo napoletano, che è stata inserita tra i patrimoni intangibili dell’umanità dell’UNESCO, United Nation Educational Scientific and Cultural Organizzation, agenzia culturale dello ONU.

Grazie alla determinazione del Professore Pierluigi Petrillo che ha coordinato il dossier di presentazione della candidatura.

“E’ un riconoscimento storico”, secondo il sindaco di Napoli Luigi De Magistris,

“La bellezza di Napoli che va nel mondo”, dice euforico il maestro pizzaiolo Enzo Coccia, che ha anche festeggiato l’avvenimento nel suo locale.“Vittoria!” afferma il Ministro delle politiche agricole Maurizio Martina.

Ma cosa cambierà?

Ci sarà un’operazione verità, ovvero un rilancio dell’immagine dell’Italia del mondo, in quanti è opinione diffusa negli U.S.A. che la pizza sia un piatto americano, la pizza è nata a Napoli.

In termini economici ci saranno maggiori guadagni per i pizzaioli italiani, visto che attualmente non ci sono grandi catene italiane che somministrano pizza, PIZZA HUT e DOMINO’S PIZZA sono catene americane.

Ci sono però delle eccellenze italiane che si stanno facendo largo negli U.S.A., come i cuochi Gino Sorbillo, Stefano Callegari e Gabriele Bonci.

Ci sarà anche una maggiore tutela degli ingredienti che compongono la pizza, per cercare di debellare il fenomeno del “Italian Sounding”, ovvero quei prodotti taroccati che usano nomi italiani storpiati, ma di italiano non hanno nulla.

Secondo la ricetta tradizionale, la pizza ed in suo impasto, sono composti da soli quattro ingredienti:

  • Acqua

  • Farina

  • Lievito

  • Sale

L’acqua deve essere naturale con una temperatura di 22° e con un ph di 6 o 7.

La farina deve essere di grano tenero 00 con una forza tra i W280 ed i W320.

Il lievito deve essere fresco ed il sale da cucina di tipo fino.

In una ciotola si versa l’acqua ed il sale e girare, fino al suo scioglimento.

Poi si versa prima una piccola quantità di farina, ed infine il lievito mescolando tutto il composto per far sciogliere il lievito.

Continuando a girare con il mescolo nella ciotola, si versa gradualmente tutta la farina, fino a quando questa non sarà stata tutta assorbita dall’acqua, per circa dieci minuti.

Dopo circa dieci minuti, si lascia il mescolo, per via della durezza dell’impasto e si comincia a lavorare con le mani.

Con una mano, si prende l’impasto e si effettua un movimento dall’alto verso in basso fino a quando tutta la farina della ciotola non si sarà assorbita e l’impasto stesso si staccherà dalle pareti del contenitore.

L’impasto, poi, si trasferirà sopra una spianatoia infarinata e si continuerà ad impastare per altri 15 minuti fino a che, l’impasto, non risulterà liscio, soffice ed elastico.

Poi si copre l’impasto con un panno umido per circa due ore al riparo da correnti di aria e ad una temperatura di 24°-27°-

Una volta passate le due ore, quando l’impasto avrà raddoppiato le sue dimensioni, si passerà alla formazione dei panetti.

I panetti devono pesare tra i 180 ed i 250 grammi l’uno, per ottenere una pizza tra i 30 ed i 35 cm di diametro.

Fatti i panetti, questi ultimi, dovranno lievitare per altre sei ore per poi passare alla fase della stesura.

Per la stesura non dovranno essere utilizzati strumenti al di fuori delle mani, si formerà un disco di altezza di mezzo centimetro al centro e uno o due centimetri di altezza ai bordi.

La cottura dovrà avvenire in un forno a legna ad una temperatura di 485° per circa 60-90 secondi o fino a quando il bordo non acquisterà una leggera doratura a macchia di leopardo, tale doratura la si otterrà facendo ruotare la pizza all’interno del forno.

Per la scelta del formaggio a pasta filante, il protocollo, prevede l’uso del fiordilatte.

Non ci resta che assaporare la nostra pizza e dire……EVVIVA LA PIZZA

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