Terremoto, Molte le scuole che potrebbero finire sotto sequestro. A deciderlo la Cassazione

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È la sentenza 190 dello scorso 8 gennaio della Cassazione che potrebbe creare agitazione in molti istituti scolastici italiani e non far dormire sonni tranquilli a molti sindaci. Secondo la sentenza degli ermellini, molte potrebbero essere le scuole che finiranno sotto sequestro. Secondo la Cassazione, le scuole sarebbero da chiudere esclusivamente a scopo preventivo, in attesa di ristrutturazioni e costruzioni di nuovi plessi. Per il dispositivo, molte le scuole che non rispettano gli standard di sicurezza anticrollo in caso di terremoto anche se l’edificio si trova in una zona a basso rischio sismico. I terremoti non sono soggetti a “prevedibilità” e quindi i titolari della proprietà degli istituti, come sindaci e Province non possono opporsi al sequestro preventivo anche se il rischio è minimo e la struttura si trova in zona a basso rischio sismico. La sentenza che farà giurisprudenza evidenzia che “nel carattere della non prevedibilità del terremoto la regola tecnica di edificazione deve essere ispirata alla finalità di contenimento del rischio di verificazione dell’evento”.  Sempre secondo la Cassazione “Il rischio, apprezzato su tutto il territorio nazionale, classificato per zone con indicazione, per ciascuna, della percentuale di esposizione all’evento sismico, si traduce nella mappatura dell’intero patrimonio immobiliare con attribuzione alle singole costruzioni di un indicatore del “rischio di collasso” calcolato in ragione dell’esposizione al rischio sismico di zona”. In parole povere “la inosservanza della regola tecnica di edificazione proporzionata al rischio sismico di zona, anche ove quest’ultimo si attesti su percentuali basse di verificabilità, integra pur sempre la violazione di una norma di aggravamento del pericolo e come take va indagata e rileva ai fini dell’applicabilità del sequestro preventivo”.

 

 

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