Studenti sotto la pioggia, poche le pensiline a disposizione

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L’immagine è sufficientemente esplicativa di una situazione che quotidianamente gli studenti si trovano a vivere all’uscita da scuola. Le pensiline delle fermate degli autobus sono insufficienti, alcune addirittura versano in pessimo stato e  non consentono ai ragazzi di ripararsi dalla pioggia e dalle raffiche di vento,  in attesa dei vari pullman. Quella delle tettoie è una situazione comune in tutti i centri della regione. In ogni città, le pensiline non sono sufficienti. In alcuni centri mancano del tutto e in altri, addirittura, versano in condizioni di degrado e abbandono. La scarsa manutenzione delle strutture mobili potrebbe causare anche inconvenienti assai spiacevoli. Infatti, se dovessero presentare rotture  potrebbero diventare una fonte di pericolo per chiunque.

Il quadro è davvero desolante e sembrerebbe che nessuno si occupi di risolvere una questione già sollevata, durante ogni anno scolastico, proprio dai comitati studenteschi.  Una condizione di disagio per i tantissimi studenti pendolari, ma anche per i tanti viaggiatori che sono costretti a utilizzare i mezzi pubblici per raggiungere le principali città della regione.

Nelle giornate di forte pioggia, gli studenti si ammucchiano sotto quel rettangolo, cercando ovviamente riparo. La pensilina, spesso, come nel caso fotografato, però, è piccola e non basta a proteggerli tutti. Non è un’eccezione la condizione evidenziata nello scatto. Tutte, o quasi, le fermate degli autobus sono identiche all’istantanea catturata all’uscita di una scolaresca in provincia di Campobasso. “Non è più tollerabile una situazione così  – ci dice uno studente che gronda pioggia dalle maniche e dall’orlo del giubbotto – Facciamo sacrifici anche noi per andare a scuola, cosa credete? Vorremmo solo che ci consentissero di frequentare le scuole in condizioni umane”.  Lo sfogo è comprensibile e al coro di protesta degli studenti si aggiunge quello dei genitori. “Con l’arrivo delle prime piogge, iniziano anche i malanni” ci dice un genitore. “E’ così dispendioso proteggere i nostri figli in attesa di un pullman che li riporti a casa indenni?”

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