Storie di vita, Serena Fraraccio in Alaska per curare la Terra

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Si chiama Serena Fraraccio la biotecnologa, 31 enne partita dalla piccola Isernia per raggiungere la cittadina di Fairbanks in Alaska e diventare la direttrice del laboratorio di analisi molecolari dell’Università statale, nonché responsabile del monitoraggio delle acque dello stretto di Prince William, sempre in Alaska, dove nel 1989 la Exxon Valdez, una superpetroliera di proprietà della ExxonMobil, si incagliò in un’insenatura del golfo disperdendo in mare 41 milioni di litri di petrolio.

La passione e l’amore per il pianeta e la ricerca di soluzioni che riescano a rigenerare l’ambiente dall’inquinamento, l’hanno portata lontano da casa, nella terra dei ghiacci, tra temperature che possono raggiungere i 40 gradi sotto lo zero, dove è facile incontrare alci in città e non impossibile imbattersi con orsi bianchi, dove in casa non è presente il bagno e non esiste acqua corrente.

Dopo la laurea breve conseguita alla Facoltà di Biologia dell’Università degli Studi del Molise, si trasferisce a Bologna, dove acquisisce la laurea magistrale in biotecnologie molecolari industriali con il massimo dei voti, specializzandosi nel settore del risanamento.

Successivamente raggiunge Praga accettando un dottorato di ricerca nel dipartimento di microbiologia dell’Università di Chimica e Tecnologia.

Qui conosce una docente che la convince ad accettare un ulteriore dottorato che l’ha portata all’ University of Alaska Fairbanks, una delle tappe per la realizzazione del suo sogno, salvare l’umanità dall’ inquinamento.

Il prossimo agosto cesserà la missione in Alaska e già la sua mente è proiettata in altri centri di ricerca, sempre negli Stati Uniti, dove le possibilità lavorative per i ricercatori sono innumerevoli, nonostante il Presidente Trump abbia ridotto le risorse.

La lontananza dall’ affetto dei genitori, il papà Sergio, responsabile dell’ufficio Politiche Pubbliche del Comune di Isernia, dagli amici e dalla terra natia, alimenta la nostalgia e vivere in un posto sperduto genera grandissima preoccupazione per lei e per tutti i suoi cari, come quella provata per la scossa di terremoto di magnitudo 7.9 della scala Richter del 23 gennaio scorso registrata proprio in Alaska, ma nel suo cuore il desiderio di essere utile al genere umano vince.

Daphne Iamartino

 

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