Palazzina esplosa a Pesche, Corte di Appello conferma assoluzione per progettista e direttore lavori edili

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Esplosione palazzina Pesche, Confermata la sentenza di assoluzione per il progettista e direttore dei lavori delle opere edili

La Corte di Appello ha confermato la sentenza di assoluzione per il progettista e direttore dei lavori delle opere edili della palazzina esplosa per fuoriuscita di gas. Era il 5 Maggio del 1990 quando intorno alle 9.30 esplode una palazzina di due piani. Dalle macerie una coppia e con loro un bambino. A riportare gravi ustioni il padre che morì nel tardo pomeriggio del 9 maggio, a soli 4 giorni di distanza dall’esplosione. In primo grado il processo si concluse con due condanne e tre assoluzioni. All’esito del processo di secondo grado,  la Corte di Appello di Campobasso ha nuovamente giudicato il Progettista e Direttore dei Lavori delle Opere edili della palazzina coinvolta nell’esplosione, ritenendo, dunque, il progettista e direttore dei lavori completamente estraneo ai fatti da cui è derivata la morte di Giovanni Di Caprio.  Si ha così piena conferma della sentenza di primo grado che lo aveva già visto assolto con formula piena.

Difeso ed assistito dagli Avvocati Costantino D’Angelo e Alfredo Iadanza Lanzaro, la condotta del Progettista e Direttore dei Lavori della palazzina è risultata pienamente rispettosa della legge, avendo, il giudizio di appello, confermato le risultanze processuali di primo grado, sentenziando così l’assoluzione piena per aver adempiuto ai propri obblighi professionali, sancendo che il detto professionista non ha violato alcuna regolare cautelare sia in ordine edilizio che in ambito impiantistico.

 

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