Commissariamento ordine consulenti del lavoro di Campobasso, queste le motivazioni degli ispettori ministeriali

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Un elenco corposo, quello stilato dagli ispettori, inviati dal Ministro di Maio, che ha sciorinato tutta una serie di motivazioni che hanno portato al commissariamento dell’ordine dei  consulenti del lavoro.

Dall’accesso ispettivo dello scorso 2 febbraio sono emerse diverse irregolarità gestionali, amministrative e contabili: irregolare tenuta del registro dei verbali, erronea e confusa numerazione di verbali e delibere, mancata ratifica delle delibere di urgenza emesse dall’anno 2013 ai primi di settembre 2016, ratifica tardiva delle delibere di urgenza adottate nel 2016.

Le irregolarità rinvenute dalle operazioni di controllo sono ancora tante. Si parte dalla irregolare iscrizione nel registro, di due praticanti, per mancanza dei requisiti dei requisiti formativi dei rispettivi consulenti del lavoro, per arrivare al mancato deferimento al Consiglio di disciplina dei due iscritti non in regola con l’obbligo della formazione continua obbligatoria

Dalle verifiche gli ispettori avrebbero anche dichiarato, che l’ordine provinciale ha operato per i primi mesi del 2016 senza l’approvazione del bilancio previsionale approvato, mancata approvazione del bilancio previsionale dell’anno corrente.

Riscontrata, dagli stessi, anche la mancata protocollazione di un atto di pignoramento presso terzi riguardante il presidente del consiglio provinciale di Campobasso.

Per gli ispettori ministeriali l’elenco di irregolarità riscontrate giustifica il provvedimento adottato per la prima volta in Molise e che ha creato non poco rumore in tutta la regione.

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