Norme antisismiche, il primo decreto è dei Borbone. “La casa baraccata” la prima abitazione antisismica della storia moderna d’Europa

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Già i romani avevano pensato a realizzare ed edificare abitazioni antisismiche e a pensarci bene molto probabilmente non avevano neppure tutti i torti se ancora oggi ammiriamo edifici che risalgono a costruzioni avanti Cristo. Nella “Naturalis Historia”, Plinio il Vecchio scrive che il Tempio di Diana, a Efeso, era scampato alle terribili e fortissime scosse sismiche grazie alle fondamenta ricoperte da “uno strato di frammenti di carbone e da un altro di velli di lana.
L’edificio sacro non ondeggiava, ma scivolava delicatamente sul terreno, senza subire alcun danno. In Cina, nella provincia di Sanxi, nel 313 d.C., fu costruito con le medesime tecniche “antisismiche” un monastero che riuscito a sfidare i terremoti disastrosi.

Gli “ingegneri” dell’antica Roma avevano ben compreso che costruzioni realizzate con la sola pietra non avrebbero mai garantito la sicurezza durante un terremoto, perché la pietra pesante non è elastica e quindi alk’urto del sisma crolla e non oscilla.

Il calcestruzzo impiegato nelle costruzioni di epoca romana chiamato caementum, non corrisponde di certo al cemento utilizzato oggi. Per alleggerire la struttura, Vitruvio scrive nel suo “de Architectura” che nell’alternanza tra malta e frammenti, si faceva in modo che il caementum non entrasse troppo tra gli interstizi, lasciando spazi vuoti utili ai materiali di occupare lo spazio necessario in seguito ai naturali assestamenti delle strutture. la differenza sostanziale tra il calcestruzzo di età arcaica e quello moderno si riscontra non solo nella posa in opera, che per i romani avveniva a strati successivi di malta e pietre o laterizi, ma anche e soprattutto per il tipo di legante utilizzato che ai tempi dei romani era calce con l’aggiunta di pozzolana naturale o artificiale (frammenti di laterizi). Chi invece ha redatto il rpimo regolamento antisismico furono i Borbone, dopo il devastante terremoto del 1783 in Calabria con oltre 30 mila vittime. Il governo borbonico si mise subito al lavoro per la ricostruzione ed emanò contemporaneamente il primo decreto antisismico della storia. Le costruzioni dovevano seguire pedissequamente il progetto dell’allora ingegnere La Vega che prevedeva la muratura rinforzata da un telaio di legno, definita la “casa baraccata”. Non una scoperta del settecento ma studi dell’ingegnere su quello che il passato aveva lasciato sotto i suoi e i nostri occhi, ovvero edifici costruiti con la medesima intelaiatura e che indenni hanno sfidato i vari terremoti.

Intanto quando costruiamo ricordiamo cosa disse Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia “Dove la terra ha tremato, trema ancora”.

Daphne Iamartino

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