Molise Acque, debiti milionari, gestione confusa e la politica pensa alle nomine del Cda

0

35 milioni circa a tanto ammonta il debito che l’azienda speciale Molise Acque ha accumulato nei confronti del colosso Hera per la fornitura di energia elettrica per alimentare il sistema della grande adduzione, tra funzionamento delle pompe di sollevamento alle cabine di trasformazione.  Un debito riconosciuto  legalmente dal  Tribunale di Bologna e pare che i legali della società avrebbero già avviato le procedure per l’ esecutività della sentenza con una richiesta immediata pari all’importo del debito originario che ammonta a circa 10 milioni. Un importo, che l’azienda speciale fa fatica a racimolare, tant’è la proposta fatta ai legali della società elettrica,  di  cedere i crediti  che vanta nei confronti dei Comuni insolventi per sanare il debito milionario. Hera ha risposto picche e Molise Acque è finita, come era prevedibile, nel pantano. Uscire dall’ingorgo non è facilissimo e neppure velocissimo. I contenziosi contro i Comuni hanno tempi lunghssimi, molti hanno, addirittura, presentato giustificazioni storiche per evitare la messa in mora e il pagamento delle tariffe. I bilanci dell’azienda speciale hanno chiuso negli anni addietro  sempre in forte passività, ad eccezione del 2016 che pare registrare un piccolo ma insignificante attivo.

Le Tariffe di Molise Acque, le più basse d’Italia. Prezzo regalo anche per campani e pugliesi

Ad aggravare la situazione, già comatosa, c’è l’aspetto delle tariffe che Molise Acque applica al di sotto del minimo nazionale stabilit dall’Autorità di viglanza. Tariffe irrisorie per i comuni molisani, ma anche per quelli campani e pugliesi.  E’, infatti,  di circa 21 centesimi a metro cubo il costo per l’approvigionamento dei comuni molisani, di circa 26 il prezzo regalo che pagano i campani e i pugliesi che bevono l’acqua molisana. Tutti però “rivendono” l’acqua ai cittadini a prezzi quasi quintuplicati. Importi sui quali è già intervenuta  l’Autority, che avrebbe più volte richiamato e intimato Molise Acque ad adeguare le tariffe, ( per i comuni e non per i cittadini), pena  multe salate e la segnalazione, che comporterebbe tutta una serie di gravi conseguenze. come dire dalla ragione si passa al torto. 

Molise Acque, ente regionale o azienda privata?

Un quadro desolante, a cui bisogna aggiungere la confusione in cui versa l’azienda  e i suoi 65 dipendenti, che per una strana anomalia, è incomprensibile quale sia il  comparto di  riferimento per le contrattazioni, per la gestione contributiva, quella di trattamento di fine rapporto, la mobilità e anche la gestione amministrativa, e per tutta una serie di aspetti assunzionali e concorsuali. La legge che Molise Acque osserva per le svariate procedure è  la 165 del 2001, per l’Inps però  i circa 65 dipendenti non sono assoggettabili alla normativa del pubblico impiego. Perchè? Per la locuzione con cui è definita Molise Acque, ovvero “azienda economica”. L’azienda, secondo l’ente nazionale di previdenza è per antonomasia riconducibile al settore privatistico, rifiuta gli accantonamenti che l’azienda ha versato per i suoi dipendenti   sulla cassa ex Inadel per i Tfr e apre un dibattito interno tale da creare confusione e caos amministrativo. Non si sa ache santo votarsi. Per l’Inps è un’azienda, per la regione è una partecipata, tant’è che i consiglieri discutono sulle scelte del Cda. Nessuno, però, sembra aver compreso il grave problema. E’ un ente pubblico o un’azienda privata e chi dovrebbe gestire il patrimonio più importante del Molise, la regione con una sua appendice che non sia classificata come azienda in virtù del principio che la regione non può svolgere attività imprenditoriale, oppure un privato? Risposte che tardano ad arrivare.

La Regione che soluzione ha adottato?

Da oltre due anni l’azienda è gestita da un commissario che riveste più ruoli – quello del presidente, dei componenti del cda, del direttore generale con la funzione di datore di lavoro e quella del dirigente amministrativo – e da sei mesi la nuova legislatura è ferma sulle nomine del cda. I sindacati, secondo alcune indiscrezioni, sono ormai protni a dare battaglia se la regione non interviene nell’immediatezza, dando attuazione alle promesse in campagna elettorale di risolevre immediatamente le criticità che porterebbero inevitabilmente la Molise Acque verso il collasso finale con un’ incognita su chi gestirà la risorsa più preziosa, l’acqua pubblica.

Condividi.

Autore

Rispondi