Misteri, quel legame intimo con la tradizione più amata dalla città. Gli ingegni del di Zinno piacciono anche d’inverno.

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Una chioma color oro che scende lungo la schiena a testimonianza di quanto i campobassani tengano ai Misteri “non li ho mai tagliati, aspettavo di poter salire sull’ingegno per interpretare la Madonna” ed è così che ci racconta una ragazza del luogo, le emozioni, l’ attesa di una telefonata che di anno in anno aspettava impaziente.  Il legame intimo con la tradizione si rinnovava nell’anima.

Oggi dopo trecento anni, Campobasso e il Molise intero festeggiano i meravigliosi ingegni  che il maestro di Zinno ha realizzato per la città negli anni dell’illuminismo italiano. Un’uscita straordinaria quella di oggi due dicembre per la sfilata dei tredici carri portati a spalla da valorosi e instancabili campobassani. Sono i valori del cristianesimo che di Zinno racconta con i suoi quadri viventi che ondeggiano al ritmo dei portatori e della banda che suona. C’è l’ingegno che ricorda  la tentazione del diavolo, quello dell’angelo che blocca la mano di Abramo pronta a sacrificare l’unico figlio per l’amore verso Dio Onnipotente, poi c’è quello dell’Arcangelo Michele, il difensore del popolo di Dio e il vincitore nella lotta del bene contro il male e cosi altri nove ingegni per altre nove rappresentazioni simboliche del cristianesimo, uno diverso dall’altro animato da voci e volti che attendono anni prima di salire sugli ingegni del di Zinno.

Un percorso concentrato intorno al municipio per questa edizione straordinaria che è piaciuta alla città e ai tantissimi visitatori che promettono di tornare anche il prossimo anno.

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