Legalità, Cafiero de Raho “attenzione alle isole felici facilmente aggredibili dalle mafie”

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È un miraggio l’isola felice e un porto sicuro per le organizzazioni criminali che investono il denaro sporco proprio in quei territori che all’apparenza sono puliti e lontani da aspetti malavitosi. Così il procuratore nazionale antimafia Cafiero de Raho a Campobasso a margine di un convegno ” A lezione di coraggio”, promosso dall’Ufficio scolastico regionale e rivolto soprattutto ai giovani. “Le isole felici non ce ne sono più e per questo è necessario che le indagini siano approfondite, e che ogni elemento potrebbe determinare sospetto ed è lì che bisogna indagare”. Così, il procuratore nazionale antimafia sviscera in modo crudo, senza edulcorare la triste realtà a cui sono soggetti ogni territorio, soprattutto quelli definiti “Isole Felici”. Un lungo convegno, i cui relatori hanno lasciato il loro messaggio ai tantissimi studenti presenti. “Per i giovani -spiega Cafiero de Raho – è molto importante partecipare a questi incontri , perché, tra tante parole, alcune restano”. Un insegnamento di vita che bisogna dare ai giovani, il futuro della società e che spesso fanno i conti con una verità lontana dalle proprie aspettative. I giovani sono il doppio aspetto della stessa medaglia, sono vittime, ma sanno essere anche carnefici. Entrambi devono dunque adoperarsi con coraggio a saper reagire nell’una e nell’altro caso.

Il segretario generale della Conferenza episcopale italiana Nunzio Galantino, ha ricordato infatti gli ultimi casi di cronaca che hanno sconvolto un Paese intero. “Non basta solo la voce della Chiesa, della scuola o delle istituzioni, dobbiamo lavorare insieme ai ragazzi, altrimenti si rischia di fare tutto in modo inutile”.

Ancora un monito dal sommo procuratore “La nostra Costituzione – dice ancora il procuratore antimafia per eccellenza- non è solo una carta scritta, ma è il nostro manuale di vita”.

I giovani , spiega il procuratore della Repubblica di Campobasso, Nicola d’Angelo alla platea di studenti, devono avere il coraggio di reagire e di sapere scegliere, individuando il vero coraggio dalle pratiche coraggiose che poco hanno a che fare con il senso elevato di coraggio.

E non poteva mancare un’esortazione al mondo della politica a cui ha chiesto “un sussulto di onestà da parte di chi fa promesse elettorali”. Un grave peccato che coinvolge, in questo cado, la carta divina.

 

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