Iresmo, l’Istituto carrozzone che non piace alla regione. Toma “valuteremo se chiuderlo”.

0

Sono partiti in pompa magna i presidenti dell’Istituto Iresmo, Rescigno e Pardini a presentare, dopo ben 9 mesi dall’investitura, le attività che l’Istituto dovrebbe mettere in campo,  o avrebbe dovuto già mettere in campo da mesi. I due Presidenti nominati con uno degli ultimi decreti ad ok dall’ex governatore della regione Paolo Frattura prima dell’addio regionale, oggi sembravano standardizzati e con un programma di circostanza.  L’atto di nomina è il decreto dell’ex presidente Frattura 139 del 21.12.2017. Un decreto discutibile che sembrasse avere più il carattere dell’urgenza che quello della efficienza e necessità. A luglio dello scorso anno l’allora presidente del consiglio regionale Vincenzo Cotugno  comunica all’aula di via IV Novembre, in virtù della legge del 2002, i componenti dell’Iresmo e cioè Francesco Lucenteforte, Maurizio Varriano e Raffaella Pitti quali componenti del Consiglio direttivo dell’Istituto e i signori Antonio Bucci, Pina Sosto Archimio e Sergio Rago componenti del Collegio dei revisori dei conti dello stesso IRESMO. Per Frattura, però,  l’ente carrozzone doveva sparire dall’elenco degli enti subregionali. Superfluo per l’attività che era ed è fine a se stessa e tagliò i contributi, riducendoli a 30 mila euro. Una sforbiciata drastica le cui ragioni affondavano nell’inutilità dell’Istituto. Poi incomprensibilmente il cambio di rotta con il decreto 139. Due nominativi spuntati dal nulla che poco o nulla avevano in comune con la storicità dell’ente e con l’attività da espletare sugli studi storici, anche troppo esigui per l’esistenza di un Istituto che non è a costo zero. Tra i candidati spuntava anche il nome dell’architetto Franco Valente, con un curriculum più che attinente ( forse fin troppo per l’Iresmo), la cui professionalità e conoscenza della storia del Molise, è ben nota. Ma non sono serviti il curriculum appropriato, corpos, e gli studi dell’architetto.

 Intanto, non sono bastate, oggi,  le rassicurazioni dei due presidenti, che hanno sciorinato una serie di iniziative da voler portare avanti, nonostante siano già trascorsi ben 9 mesi di soggiorno nell’Istituto storico,  a convincere Toma a mantenere in vita l’Iresmo.  Le dichiarazioni di Toma a brucia pelo sono chiare e non lasciano spazio a sotterfugi  “valuteremo se mantenere in vita l’istituto oppure no. Realizzare studi finalizzati a se stessi non serve a nessuno. L’ Istituto – ha spiegato ancora Toma – non è in rete con gli enti che si occupano già di cultura come Molise cultura e l’assessorato alla cultura”.  Poco convinto sembra anche l’assessore regionale con la delega alla cultura, Vincenzo Cotugno la cui assenza oggi in conferenza stampa è lapalissiana, vale più di tanti annunci in pompa magna.

Condividi.

Autore

Rispondi