Isernia, prove di dialogo tra amministrazione e residenti

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Residenti, commercianti e artigiani  del centro storico di Isernia che quotidianamente assistono al degrado della propria città hanno lanciato l’allarme ” I nostri centri storici stanno morendo”. La valorizzazione e la rivitalizzazione del Centro storico di Isernia sono problematiche affrontate già negli anni dalle varie amministrazioni comunali che si sono avvicendate, ma il risultato è sotto gli occhi di tutti.  Allo sviluppo di alcune attività, quelle per intenderci legate ai bisogni primari, alla presenza del mercato bisettimanale, si è contrapposta pesantemente la scomparsa di altri esercizi commerciali e, soprattutto.  Resistono a malapena il Museo di Santa Maria delle Monache,  il Museo nazionale del Paleolitico e alte strutture pubbliche, ubicate lontano dal fulcro “economico”. Le criticità che vengono evidenziate sono la scarsa manutenzione degli arredi urbani, il lerciume che spesso impera nelle  strade cittadine. Il tutto ovviamente è contornato dall’assenza delle istituzioni che sembrano aver dimenticato i cittadini quando ormai ci si è allontanati dai momenti strettamente politici.

Prova a dare voce ai residenti,  il laboratorio LIPA. Martedì 12 dicembre, alle ore 15 , a  Palazzo San Francesco, se ne parlerà  in un incontro organizzato dall’Amministrazione comunale. Prove di dialogo con i cittadini. Gli isernini avranno la possibilità di portare a conoscenza dell’Amministrazione problematiche che si riscontrano quotidianamente.  Il coordinatore  di LIPA, Laboratorio Inclusivo di Partecipazione Attiva, Sergio Fraraccio si occuperà di recepire le proposte e le criticità riscontrate. I cittadini e dunque i residenti del centro storico,  si augurano e ci tengono a sottolinearlo, che la partecipazione deve avere esclusivamente l’aspetto sociale di dialogo, senza strumentalizzazioni politiche di campagne pre elettorali. Le città soffrono dello spopolamento che la crisi economica, purtroppo, impone come una mannaia, senza, per giunta, dare nuove chance. Diventa in questi ultimi anni sempre più accentuata la nuova fase emigratoria, il futuro sembra trasfrormarsi nel passato che si è dimenticato.  I giovani preferiscono scappare. La realtà non è confutabile. Se la politica non rimbocca le maniche per offrire un motivo, seppur labile, per incentivare a restare, a continuare, nonostante gli sforzi, allora che senso ha l’esistenza stessa di un centro politico?

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