Corte d’Appello condanna Iorio per abuso d’ufficio. Saltano per lui le regionali

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Condannato a sei mesi di reclusione con pena sospesa e non menzione, e interdizione dai pubblici uffici per un anno, l’ex presidente della regione,  Michele Iorio, nell’ambito del complesso e corposo procedimento  sullo zuccherificio. Imputato anche l’ex braccio destro di Iorio, l’ allora assessore regionale, Gianfranco Vitagliano.

Questo pomeriggio la Corte d’Appello si è pronunciata con una condanna, ribaltando la sentenza di primo grado di assoluzione a carico di  Michele Iorio e Gianfranco Vitagliano.I fatti risalgono al 2010 e riguardano uno stralcio dell’intera vicenda dello zuccherificio. La Corte d’ Appello, dunque, si è pronunciata sulle violazioni dei provvedimenti addottati a suo tempo dalla giunta regionale guidata da Iorio. In buona sostanza, si è ravvisato il reato di  l’abuso d’ufficio, perché la giunta a suo tempo si sostituí al consiglio regionale, adottando atti, in piena violazione di legge, che erano di esclusiva competenza del consiglio regionale. Per la Corte vi è un danno ingiusto a carico della regione.

La decisione dell’ organo giudiziario, ha spiazzato Iorio, in quanto l’erronea convinzione era che il procedimento sarebbe caduto in prescrizione. La norma è stata bypassata, invece, con i verbali depositati dall’avvocato Fabio del Vecchio, per conto del Codacons, che si era costituito parte civile e a cui la Corte ha riconosciuto un danno da quantificare in separata sede. Lo step successivo è il ricorso in Cassazione per la sospensiva, almeno per evitare l’incandidabilitá. Una corsa contro il tempo, tutto dipenderà dalla data ufficiale della tornata elettorale. Intanto Iorio decade anche da consigliere regionale.

Un duro colpo per l’ex presidente Iorio, che vede ora svanire la candidatura alle regionali. La legge Severino, all’articolo 8, co 1 è chiara, l’ex presidente Iorio non è candidabile. La sua corsa si arresta prima ancora di partire. Diverso è per la candidatura alle politiche. La legge Severino in questo caso è più “larga di maniche”, in quanto l’incandidabilità scatta con condanne superiori ai due anni di reclusione. Il commento a caldo di Iorio ” “Giustizia apparente. Ho sempre operato nel pieno rispetto delle leggi e nell’interesse del Molise. E’ questo il motivo per cui trovo incomprensibile la sentenza emessa questo pomeriggio soprattutto dopo l’assoluzione con formula piena in primo grado”

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