Corecom, le nomine più contestate dell’era Toma continuano a far parlare

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Questa volta è toccato alle nomine del Corecom, il comitato regionale che si interessa di comunicazione finire nella fossa dei leoni. Sono passati circa 6 mesi dalle elezioni ed è la seconda volta che la regione  finisce sulla graticola e anche questa volta nel tritacarne sono finite le “nomine regionali”. 5 mesi fa toccò ai consiglieri del governatore nominati dallo stesso Toma, questa volta invece contestate le scelte del presidente Micone. A scatenare critiche che hanno attirato l’attenzione anche di quotidiani nazionali, come Appiapolis che ha passato ai raggi X i neo componenti, la mancata designazione all’interno del comitato di un giornalista che rappresentasse la categoria. Sono intervenuti puntando il dito, il presidente dell’Assostampa, Giuseppe di Pietro, la presidente dell’ordine dei giornalisti, Pina Petta, il consigliere nazionale dell’ordine Cosimo Santimone e anche il laboratorio progressista con Nicola Lanza. I neo eletti nulla avrebbero a che vedere con il mondo della comunicazione, per cui a rischio ci sarebbero tutta una serie di provvedimenti. Dichiarazioni forti quelle dei rappresentanti il mondo della comunicazione. Il Presidente dell’Associazione Stampa Molise, di Pietro scrive in una nota “La politica molisana non riesce a superare le vecchie logiche per individuare i propri rappresentanti negli organismi e nelle aziende partecipate, perpetrando metodi ripugnanti, dannosi e non in linea con i tempi”. “Non c’è una sola persona che abbia attinenza con il mondo della comunicazione, dell’informazione, dell’editoria in genere. Il nostro settore ha necessariamente bisogno di avere dei rappresentanti lì dove vengono prese decisioni che possono potenzialmente riguardare decine e decine di posti di lavoro. Il fatto che non ci sia un rappresentante della categoria o comunque un esperto in materia di comunicazione rappresenta, in questo specifico periodo storico un danno non indifferente”, la nota della presidente dell’odg, Petta. A sostegno della categoria e dunque contro l’atto di nomina anche il collegio dei revisori dei conti dell’ordine “la presenza di un giornalista sarebbe stata una garanzia anche per tutti gli operatori della comunicazione sul territorio regionale”. Scende nei dettagli il rappresentante regionale di Laboratorio Progressista, Nicola Lanza sostenendo l’incompatibilità del neo presidente Talucci alla presidenza del Corecom. “In riferimento alla Legge regionale del 26 agosto 2002 n. 18, riguardante l’istituzione, organizzazione e il funzionamento del Corecom, l’art. 3 prevede: Il Comitato regionale per le comunicazioni è composto di cinque membri, tutti scelti tra persone che diano garanzia di assoluta indipendenza sia dal sistema politico-istituzionale che dal sistema degli interessi di settore delle comunicazioni e che possiedano competenza ed esperienza nel medesimo settore nei suoi aspetti culturali, giuridici, economici e tecnologici”.
Intanto non sembra arretrare di un passo il consiglio regionale che ha provveduto alle nomine. Infatti il presidente dell’aula, Salvatore MIcone spiega che le scelte sono state fatte in buona fede e i neo componenti sono tutti professionalmente competenti”.

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