Commissario ad acta, l’On. Federico “I molisani avranno una sanità pubblica e di qualità. Si metterà mano a liste d’attesa, integrazione Cardarelli – Fondazione Giovanni Paolo II e rapporti con i privati”

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Manca poco, ormai,  alla nomina del commissario ad acta per la sanità molisana. Una sanità che in Molise vive da anni sotto l’egida romana che ne detta  i criteri di applicazione. Se fino alla scorsa legislatura nell’ architettura sanitaria poteva esserci un margine d’azione lasciato alla discrezionalità del presidente della regione che ricopriva anche il ruolo di commissario, oggi non ci sarà neppure un angolino del conparto sanitario lasciato nelle mani del potere politico regionale. Roma, “caput Molise” .  Abbiamo chiesto all’onorevole Antonio Federico, molto vicino al Ministro Grillo, di darci qualche informazione in più alle poche indiscrezioni che, fanno pure fatica a circolare.

Quali sono gli obiettivi da raggiungere? Ci si avvia verso l’uscita dal commissariamento? Se si, che previsione si può fare, in termini di tempo e di procedure da attivare.
L’obbiettivo da raggiungere è sicuramente ridare ai molisani una sanità pubblica che torni a servire i molisani come si deve, una sanità che riesca a fornire cure ai molisani ovunque si trovino e in qualsiasi momento. Se siamo verso l’uscita dal commissariamento questo dovrà dirlo il nuovo Commissario.

Le ultime iniziative messe in campo dal governatore, l’inaugurazione dell’ emodialisi dell’Ospedale di Agnone, l’apertura del reparto di oculistica del Cardarelli, l’apertura della stroke unit neurologica al Cardarelli, saranno azzerate o il commissario continuerà con quanto avviato da Toma?

Si tratta di iniziative presumibilmente contenute all’interno dell’Atto aziendale quindi figlie di una programmazione in vigore. Al momento non si può dire cosa resta o cosa va via, e comunque sia spetta al commissario deciderlo.

Sarà rimodulato anche il compenso del commissario?
Il compenso del commissario è regolato da una norma dello Stato che al momento non è in discussione. In ogni caso i costi diretti e indiretti che sono stati costretti a sobbarcarsi i molisani negli ultimi 10 anni di commissari governatori, coprono abbondantemente i costi della struttura commissariale.

È prevista anche la nomina di uno o più sub commissari? Quali saranno i loro compiti?
Bisogna ragionare in termini di struttura commissariale, che ha il dovere di ottemperare a quanto richiesto dal Tavolo tecnico ministeriale e a cui nessuno dei commissari governatori ha mai saputo rispondere: in primis, rapporti con erogatori privati, quindi interventi su liste d’attesa e pagamento dei fornitori, e poi integrazione Cardarelli-Fondazione Giovanni Paolo II.

Secondo alcune indiscrezioni, le figure appartengono al mondo militare, perché questa scelta? Non potrebbe essere pericoloso, leggendo la storia passata e quella di altri popoli, affidare incarichi a esponenti delle forze armate?
Saranno dirigenti medici, conclamati professionisti della sanità. Che poi possano appartenere alla società civile o al mondo militare, nulla cambia in sostanza: l’importante è che siano competenti e sono certo che questo è quanto vogliono anche i molisani.

Che sanità, dunque, dovranno aspettarsi i cittadini molisani?

Una cosa semplicissima, che per molti sembra scontata ma che in Molise manca ormai da troppo tempo: una sanità pubblica e di qualità.

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